Ecco ora le proposte:

I. I Romani, fidenti oggi come sempre nell'appoggio fraterno della repubblica francese, reclamano la cessazione d'ogni ostilità reale o apparente e lo stabilimento delle relazioni che devono esprimere quell'appoggio fraterno.

II. I Romani hanno pegno di libero esercizio dei loro diritti politici nell'art. 5 della costituzione francese.

III. L'esercito francese sarà considerato dai Romani come un esercito amico e accolto siccome tale. In accordo col governo della repubblica romana, esso stanzierà in accantonamenti convenevoli così per la difesa del paese come per la salubrità. L'esercito francese rimarrà estraneo all'amministrazione del paese.

Roma è sacra pe' suoi amici come pe' suoi nemici. Essa non fa parte degli accantonamenti scelti dalle truppe francesi. Il prode suo popolo è la sua migliore difesa.

IV. La repubblica francese difenderà da ogni invasione straniera il territorio occupato dalle sue truppe.

XXII.

(Accettata, con mutamenti di forma, la proposta contenuta nel documento che precede dal plenipotenziario Lesseps, il generale Oudinot, allegando istruzioni segrete, ricusò di ratificare gli accordi, ruppe la tregua, intimò gli assalti, dichiarando che non assalirebbe prima del lunedì; poi assalì nella notte dal sabato alla domenica.)

Romani!

Al delitto d'assalire con truppe repubblicane una repubblica amica, il generale Oudinot aggiunge l'infamia del tradimento. Egli viola la promessa scritta, ch'è in mano nostra, di non assalire prima di lunedì.