Levatevi, Romani! Alle mura, alle porte, alle barricate! Proviamo al nemico che neppure col tradimento si vince Roma.
Sorga l'intera città nell'energia di un solo pensiero. Combatta ogni uomo; abbia ogni uomo fede nella vittoria. Ricordatevi tutti dei vostri padri e siate grandi.
Trionfi il diritto e una eterna vergogna s'aggravi sull'alleato dell'Austria.
Viva la repubblica!
3 giugno 1849.
XXIII.
Romani!
Voi avete oggi sostenuto l'onore di Roma, l'onore d'Italia. Per oltre a quattordici ore avete combattuto come vecchî soldati. Sorpresi a un tratto dal tradimento, dalla violazione d'una formale e segnata promessa, voi avete conteso palmo a palmo il terreno, riconquistato posizioni un istante perdute, respinto le più valorose truppe d'Europa e salutato d'un sorriso la morte. Dio vi benedica, custodi della gloria dei vostri padri, come noi, alteri d'aver indovinato l'elemento di grandezza ch'è in voi, vi benediciamo in nome d'Italia.
Romani, questa giornata è giornata d'eroi, una pagina storica.
Vi dicevamo jeri: siate grandi; oggi diciamo: voi siete grandi. Durate; siate costanti. Al popolo di Roma possono dimandarsi miracoli. E noi diciamo con piena fiducia ad esso, alle guardie nazionali, alla gioventù di tutte le classi: Roma è inviolabile; custodite questa notte le sue mura: esse racchiudono l'avvenire della nazione. Vigilate, mentre quei che hanno combattuto quattordici ore riposano, alle porte, alle barricate. L'angelo della patria vigila con voi, e l'angelo della patria è l'angelo della nazione.