La luna novella dal balzo sorgente
Saluti coll'inno che pianger mi fà,
O caro usignolo!... qual corda di cetra
Te scoton le brezze vaganti nell'etra,
Il raggio degli astri, l'oleggio dei fior:
E come dal monte perenne fontana,
Dal pieno tuo core prorompe l'arcana
Notturna melode che inebbria d'amor.
Io come saetta nel nembo raccolta,
Io come facella nell'urna sepolta,