vestite a lutto ne' pubblici Luoghi, e Teatri
in simili occasioni,
e volendo in essi comparire, lasciar dovessero il Lutto;
e perciò in adempimento di tal comando,
glie ne passa il presente Avviso
pella dovuta esecuzione e regolamento
e con dovuto ossequio se le rassegna.
Le dame non se la presero calda, come, per dovere d'ufficio, dovea dare a vedere di prenderla la moglie del Giustiziere, e come, per eccessiva servilità alla Corte, fingeva d'averla presa il Vicerè. E, discorrendone tra loro, tutte vi fecero sopra le loro argute osservazioni.
Tolti codesti incidenti, il lutto signorile procedeva, non diremo sulla falsariga, ma in ragione della vecchia etichetta, e molto davvicino alle prammatiche del Regno. Da anni ed anni il Governo non avea fatto altro che dibattere il chiodo del 1737, cioè che bisognava vestire così e così, senza arbitrarie innovazioni; ed ultimamente (1775), infastidito della rilassatezza nella quale si era caduti, volle ribatterlo più fortemente ancora, ricordando come dovesse vestirsi non solo dai nobili, ma anche dagli altri ceti, in occasione di morti. In quel bando del Vicerè Colonna gli eruditi riconosceranno una delle solite leggi sontuarie: noi invece vediamo una delle tante manifestazioni della vita d'allora, così diversa [pg!344] dall'attuale. Molti faranno le grandi meraviglie che il Governo s'immischiasse anche nel vestire di lutto o penetrasse nelle case per dire alle famiglie: «Queste si può fare; quest'altro non si deve fare!». Ma dovranno pure persuadersi che la ragione di ciò è nei tempi, che consigliavano disposizioni di quel genere, estese anche alle fogge per nascite, per nozze, per morte e per altre circostanze e condizioni della vita ordinaria.
Spigoliamo, adunque, nel largo campo aperto dal bando del 1775; ma nel far ciò, asteniamoci dal manifestare qualunque osservazione possa affacciarsi alla nostra mente. Le osservazioni sarebbero molte, e ci distrarrebbero dall'argomento.