ED IL SUDETTO PRINCIPE MARCHESE
DI GIARRATANA,
E SI RESTANO ALLA DI LEI UBBIDIENZA.
Questo pei residenti nella Capitale; ma quando gli amici eran lontani, forma e formola cangiavano: lo stampino minuscolo diventava un foglio grande di carta, e la dicitura epigrafica passava in epistolare. In proposito incontriamo una lettera stampata della Principessa di Cutò in Napoli alle sue nobili amiche in Palermo:
Eccellenza.
Piacente novella recherà a V. E. questo mio divotissimo foglio della conclusione del Matrimonio tra la mia nipote D. Nicoletta Filingeri figlia del fu Duca di Misidindino mio primogenito, ed il Principe della Motta unigenito del Duca di Baranello. Ascriverà l'E. V. questo mio ufficio come testimonianza di mio rispettoso ossequio alla sua degnissima persona, e famiglia, mentre io contrasegnandole l'onore de pregiatissimi suoi comandi costantemente mi ripeto
[pg!359]
Di V. E.
Napoli, 18 Agosto 1798.
Div.ma Obl.ma serva e par[tecipan]te
La Principessa di Cutò.
A. S. E.
(Ms.) La Sig. Principessa della Trabia.
Palermo.
Lasciamo la Biblioteca Trabia-Butera e rechiamoci alla Biblioteca Comunale, ove il Mentore del futuro letterato ci conservava tesori di erudizione contemporanea. Il Diario palermitano edito ed inedito tante tante volte sopra ricordato del Villabianca ha delle vere ghiottornie del genere.
La forma dei piccoli avvisi cominciava a comparire verso il 1777; prima del quale anno essi correvano su carta grande ad una sola colonna, e con molta, fin troppa semplicità. Nella nuova forma tipografica, se nuova può dirsi, venne diramato l'invito ad una serata da ballo della Viceregina Principessa di Stigliano; uno della Duchessa di Sperlinga per il figlio di essa Viceregina; uno del Principe di Paternò, Capitano, per un lutto di due mesi, in seguito alla morte dell'Elettore di Baviera, ed, esempio unico e solo, uno in caratteri d'oro, della Principessa di Villafranca[490].
Nello stile vecchio il Villabianca ci dà a leggere le participazioni del Principe di Trabia e del Duca [pg!360] di Sperlinga per le nozze dei loro figli[491]. Certo, Aloisia Lanza voleva un gran bene al suo Saverio, e perchè gli voleva un gran bene era lontana dal prevedere il grave attentato che un giorno, proprio nella casa nuziale, avrebbe egli commesso alla vita di lei. Di quel torno (1780) sono, tra cento altri, gl'inviti del Marchese di Regalmici, Pretore prima, Capitan Giustiziere poi, per occasioni di gale[492]; e del Marchese di Villabianca a sacerdoti celebranti. Questo qui, per la sua singolarità, vuol esser conosciuto di preferenza:
IN OCCASIONE DI DOVER FARE LA LORO SOLENNE PROFESSIONE NEL VEN. MONASTERO DI S. MARIA DELLE VERGINI LUNEDÌ CHE SONO LI 26 DELLO SPIRANTE NOVEMBRE LA SIGNORA D. CONCETTA ELEONORA, E D. MARIA BEATRICE EMMANUELE DE' MARCHESI DI VILLABIANCA SORELLE, VIENE PREGATA LA DI LEI BONTÀ PER ACCRESCERE VIEPPIÙ LA POMPA COLLA PRESENZA DI SUA MESSA, E SICURO DELLA SUA GENTILEZZA SI OFFERISCE ALL'INCONTRO[493].
Le due monachelle non ci resteranno sconosciute. Noi le vedremo il giorno della visita della Viceregina Colonna a quel monastero, e le sentiremo squisitamente sonare strumenti.... non monacali.