Poco prima che la Corte di Napoli venisse a Palermo, la Capitanessa Principessa di Torremuzza invitava le dame ad illuminare le loro case pel felice parto della Granduchessa di Toscana Luisa Amalia, e, venuta [pg!361] la Corte, il Principe marito Capitan Giustiziere avvisava che S. M. «tiene appartamento in Corte, e permette alla persona alla quale è indirizzato l'invito d'intervenire»[494]. Si noti la concessione permette, non invita ad intervenire.
La Capitanessa aveva rappresentanza ufficiale e andava ufficialmente riguardata. Come il marito ai Signori, così lei alle dame partecipava i reali o vicereali comandi; e come lei, così anche la Pretoressa per le partecipazioni che il Pretore pel Senato faceva ai nobili in occasione di ricevimenti al Palazzo Pretorio. Una volta che la Pretoressa nol potè, la nuora ne tenne le veci, perchè la moglie del Pretore aveva il dovere ed il privilegio di far gli onori di casa.
Un'altra citazione e non più. I nobili solevano recarsi ai periodici convegni del Palazzo Viceregio; con loro o senza di loro, le dame non mancavano mai. Un giorno però un ordine superiore, forse del neo-Presidente del Regno, o dispensava le dame dallo intervento, o rimandava a lutto finito le geniali adunanze; e allora la moglie del Capitan Giustiziere si affrettava a far giungere di casa in casa questa circolare:
LA PRINCIPESSA DI GALATI
CAPITANESSA
RIVERENDOLA DIVOTAMENTE LE AVVISA
CHE PER L'ACCADUTA MORTE,
DEL FU PRINCIPE DI CARAMANICO VICERÈ
SI È STABILITO DI NON INTERVENIRE DAME
NELLA GALLERIA DEL GIORNO 12 CORRENTE.