[pg!362]
L'avviso era ampio, il doppio degli ordinarî: e non poteva non esser tale, data la grande sventura della improvvisa scomparsa del buon Principe, tanto festeggiato l'anno innanzi appena recuperata la effimera guarigione. [pg!363]
[Capitolo XXV.]
PASSEGGIATE DELLA MARINA E DELLA VILLA GIULIA.
Fino al 1782 la piazza, già Colonna, poi Borbonica, comunemente Marina, era compresa tra la Garita, a sinistra di chi esce da Porta Felice, e a destra Porta dei Greci, trofeo glorioso dei giovani siciliani a Mahadia, nella spedizione africana del Vicerè de Vega (1556). Dopo quell'anno, raso il baluardo di questo nome e conservata la porta più religiosamente che non abbian fatto posteri incoscienti delle patrie glorie[495], la piazza, o passeggiata, si protrasse fino alla Flora o Villa Giulia.
In questa Marina l'occhio spazia libero pel pittoresco golfo, circoscritto dal classico ferro di cavallo che ha un capo nel Zafferano ed un altro in quel Pellegrino che a W. Goethe parve «uno dei più bei promontorî del mondo», e della cui bellezza di forma egli si credette inabile a dar con le parole un'idea adeguata[496].
[pg!364]
Il sole vi dardeggia di giorno il fulgore dei suoi raggi; la luna, di notte, ne inargenta le onde tremolanti; «solo il Bojardo e l'Ariosto, dice un tedesco, ricordano luoghi più incantevoli»[497].
Là dove ora frondeggiano perenni le eritrinee, sorgevano, non sappiamo se tutte ammirate, le statue di Carlo II, Carlo III, Ferdinando III[498], dal furore del popolo abbattute più tardi insieme con altre, forse per confuso dispetto di re fedifraghi e di regi patti non mantenuti; al qual furore potè solo sottrarsi nella piazza Bologni quella di Carlo V, che incarna pel popolo una dolorosa affermazione sul caro dei viveri in Palermo[499]. Quelle statue erano intramezzate da due fontane, decoro dell'artistico padiglione per la musica: e la cortina o bastione concorreva alla bellezza della scena con ornamenti di archi e di figure.
Forte, incessante il desiderio dei cittadini di recarsi ogni giorno a questo luogo di svago, forte così da diventare una specie di bisogno. La stagione inclemente e le giornate rigide non valevano a moderarlo. De Saint-Non osservava che nella estate nessun palermitano avrebbe saputo andare a letto senza aver prima fatto un giro in questo sito[500]. Ma anche d'inverno e col freddo di tramontana Bartels vide signore, nobili e borghesi, [pg!365] delicatissime di complessione affrontarvi una tempesta che in continente avrebbe fatto paura[501]. Il recente prolungamento esercitava un fascino su tutti.