| [292] | «I majorascati e certe.... maniere adottate nelle famiglie
nobili lor fan credere di conoscere il proprio casato, permettendo
a' loro secondogeniti darsi alla mercatura o ad
altre utili professioni o mestieri che potrebbero levarli dalla
miseria. Quando un ragazzo ha l'età di 10 a. e la femina molto
minore, si racchiudono in un monistero, ove, privi d'idee del
mondo e del proprio essere, ricevono una validissima impressione
quelle che con tutta forza se gl'imprimono da coloro che,
pentiti dello stato, al quale anch'essi furono sedotti, credono
rivendicare la propria offesa moltiplicandone il numero».
Guerra, Stato presente della città di Messina, pp. 48-49. Napoli,
1781.
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