| [415] | Potenti questi due ultimi versi! i quali voglion dire: il cuore fingendo (in mezzo a tanti piaceri) di svenirsi, ci ingrassa, ed è al colmo della soddisfazione e della contentezza. |
| [416] | Brydone, op. cit., lett. XXIII. |
| [417] | Justus Tommasini, Briefe aus Sizilien, p. 32. Berlin, Nicolai. 1825. |
| [418] | Riedesel, op. cit., p. 121. — Bartels, v. II, p 605, v. III, pp. 596-97. — Un Voyageur italien, Lettres, lett. 16 ottobre 1876. |
| [419] | Cicalate, pp. 39-40. |
| [420] | Meli, Poesie: Lirica, nn. IX e XI e altrove scherza su queste penne, moda contro la quale penetrò in Palermo una stampa volante col titolo: Alle Dame romane per l'uso del pennacchio. Canzonetta (s. a.), che principiava così: Quelle penne bianche e nere, Che sul capo voi portate, Care donne innamorate, Vi fan crescere beltà. |
| [421] | Provviste del Senato, a. 1792-93, p. 298, a. 1793-94, primi fogli. — Villabianca, Diario ined., a. 1788, p. 447; a. 1789, 12 marzo; a. 1790, p. 424. |
| [422] | G. Alessi, Aneddoti della Sicilia, n. 317. Ms. Qq. H, 43 della Biblioteca Comunale. |
| [423] | Meli, Poesie: La Moda (4 aprile 1778). — Pippo Romeo, Cicalate, p. 38, nel 1772 aveva detto in Messina: Non stranizzarti, amico, è questa oggi la moda: Un promontorio in testa e palmi sei di coda. Costumasi un tuppè degno di andare in fiera Non so se sia castello, piramide o montera. |
| [424] | Pippo Romeo, Cicalate, p. 38. — Meli, Poesie: Lirica, n. IX. |