| [479] | Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXI, pp. 337-38.
Varie confraternite aveano per pio istituto il seppellire
coloro che per estrema povertà sarebbero rimasti insepolti;
erano quelle di S. Giuseppe ab Arimathea, delle Sette Opere
della Misericordia, de' Pellegrini, di S. Ivone, di S. Giuliano,
di S. Francesco, ecc. Esse potevano limosinare in tutti quei
giorni che dovesse seppellirsi qualche povero, «il che in una
città così popolosa avviene quasi ogni giorno». Fundatio
publici Caemeterii, p. 88. Anno 1785.
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