[16]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXVI, pp. 321-22; v. XIX, p. 35. — Palermo d'oggigiorno, v. II, p. 111. — Rezzonico, op. cit., v. II, p. 106 e segg. — Raccolta di Notizie, 9 Sett. 1801.
[17]Nel 1835 la commemorazione era già ridotta ad una semplice scarrozzata lungo la via che conduce alla Rocca. Oggi nessuno ricorda più nè l'antichissima gita — s'intende dell'8 settembre — a Monreale, nè la passeggiata alla Rocca.
[18]La frase interrogativa: A lu Spitali veni pri pezzi? (tu vieni a cercare pezze all'ospedale?) a chi ci chieda cose delle quali abbiamo difetto, parla chiaro.
[19]Quattromani, Lettere su Messina e Palermo, n. LVII, pp. 213-14. Palermo, 1836.
[20]Villabianca, Diario, in Bibl., v. XXVI, pp. 23-24; v. XXVII, pp. 299-300. Per la festa del 1800 si può vedere la descrizione nel Diario ined., 12 giugno, pp. 296-301.
[21]Vedi v. I, p. 128.
[22]Pitrè, Spettacoli e Feste, pp. 419-23.
[23]Mmiscu, era ed è un liquore a base di rosolio, alcol e erbe aromatiche. Petrafènnula, dolce duro, composto di cedro tritato, cotto nel miele e condito con aromi. Zammù, anice, fumetto.
[24]Brydone, A tour through Sicily a. Malta, lett. XXV. London, 1773-76.
[25]Houel, op. cit., t. I, p. 73 e segg.