Il colono di Alpignano ci mosse a riso. Mi accommiatai con affetto dal Francese, che recavasi al luogo delle Chiuse ed alla Badìa di San Michele: ed io, ringraziato il buon Cappellano, volsi i pensieri e la persona al castello del tesoro.

XXXVI.

Il Musinè.

Prima di parlare di Alpignano aggiriamoci sulle balze del Musinè, ossia Monte Asinaro, che più alto del Pirchiriano, sulla riva sinistra della Dora, sorge dal livello del mare all'altezza di 1168 metri.

Volli vedere l'idrofana[32], pietra che fu chiamata pomposamente occhio del mondo. Non pochi luoghi in Europa posseggono l'idrofana, fra i quali le isole d'Iheroè, la Sassonia, l'Ungheria e la Francia; ma forse più che altrove, se ne rinviene in codesto monte del Musinè, e trovasi sparsa nelle vene di calcedonio e di serpentina dura, che da ogni lato e in ogni direzione attraversano quell'altura tutta serpentinosa.

XXXVII.

Io mi aggirava dunque tra le quercie e le viuzze del Musinè, quando m'avvenni in un bastracone di montanaro, che rovistava con lungo uncino tutte le pozzanghere fra quelle macchie, e domandatolo che facesse, mi rispose con sussiego:

—Cerco l'occhio del mondo.

E cercava l'idrofana, intorbidando le acque.

Andando oltre, e veduto veramente l'idrofana, udii il picchio di un martello sovr'un corpo di dura pietra; e traendo a quella parte, vidi uno scarpellino che tagliava un masso serpentinoso e ne formava una macina da grano.