«Fratelli d'Italia,
Italia s'è desta».

L'ultima volta li udii nuovamente cantare per le contrade di Genova con insolito brio l'inno del Mameli, mentre si andava preparando la celebre spedizione di Garibaldi per Marsala.

Salutai gli animosi pellegrini e domandai loro se avessero buona fortuna.

—Sì, sì, mi risposero impazienti, ma ora vogliamo anche noi aiutare la fortuna della patria più che la nostra.

Cari giovani! Si erano nobilmente accesi dello spirito dei cantici nazionali che solevano ripetere nei pubblici ritrovi.

Deposero l'arpa e la ghironda, ed impugnata la carabina, andarono essi pure insieme col manipolo dei mille eroi a debellare in Sicilia la borbonica tirannia.

Infelici e generosi! nella pugna caddero per la nazionale indipendenza.

Italiani! nessuno mai ardisca scindere la unione politica del sud e del nord della nostra patria, raffigurata in due figli del popolo fra le memorie di Emanuele Filiberto e Vittorio Alfieri, e poi solennemente celebrata fra i trionfi delle imprese guerresche nell'antica metropoli de' Subalpini.

IV.