«Filippo Cordova, prima di partire per Firenze per effetto della Convenzione del 15 settembre 1864!»

XXVIII.

La famiglia Rey è una serie di onesti e laboriosi maestri muratori, che da quattro secoli abita in Sàntena, ossequente con amorevole zelo alla casa Cavour.

Francesco in modo vezzeggiativo da Papà Camillo era chiamato Cicco, ed è conservatore ed illustratore dei fatti domestici del suo patrono.

Cicco fa ricordare l'antico servo di Voltaire, che presso Ginevra abitava in Ferney la casa del padrone filosofo, ed ai visitatori raccontava i particolari della domestica vita, e mostrava alcune suppellettili che aveano appartenuto al celebre uomo.

Così Cicco Rey: se non che, più avventurato del servo di Voltaire, bene usando della cazzuola e del martello, e protetto da Papà Camillo, salì a prospero stato, ed ora accoglie lautamente i pellegrini a lui raccomandati, che vanno ad inchinare il sepolcro del suo protettore.

Dopo di averci accompagnati al palazzo ed alla cappella funebre, Francesco Rey, introducendoci nella sua casa, gaiamente diceva:

«Voi entrate nella casa di un povero operaio». E noi allo incontro entravamo nella casa signorile di un uomo, che colla industria assidua e propizia si era acquistato la stima e la fiducia pubblica.

La bella sua casa, da lui costrutta, è sormontata da una torre, in cui sventolava il vessillo nazionale, ed è cinta da un giardino riccamente fiorito ed impomato.