Il Botta dice che le acque della Cenisia sono di colore cinereo; a me invece ed all'amico Norberto parvero così limpide, che ci fecero col Petrarca esclamare:
Chiare, fresche e dolci acque!
XII.
Bella è la vista del piano di S. Niccolò nell'agosto; ma è pur sublime spettacolo nel verno, quando, fattasi muta la gaiezza delle acque scorrenti, le docce si cristallizzano, e le erbe e le piante sembrano morte sotto il peso del gelo.
Que' luoghi, verdi ed allegri nell'estate, divengono immense ghiacciaie nel verno; e se avviene che talvolta scenda a consolarle un raggio di sole, le docce lagrimando qualche stilla di acqua accennano un senso di vita, mentre un moto si espande ne' commossi geli, talchè lo diresti il lamento della natura inferma.
XIII.
Salimmo la Scala, e, dopo quattro ore di cammino da Susa, ci trovammo sull'altipiano del Cenisio, che nell'ingresso ha, quasi due sentinelle, i picchi di Michele e di Bart, ed è campo di riposo al pellegrino, che viene ivi benignamente accolto nell'ospizio eretto da Napoleone I, in riva d'un laghetto, che ad occidente ha un giro di due miglia, placido per solito, agitato e spumeggiante il dì ch'io lo vidi.
Visitammo l'ampio ospizio, dove ci vennero mostrate le stanze che per tre giorni abitò prigioniero il papa Pio VII, e che ricordano eziandio il soggiorno dell'imperatore Bonaparte.
Gli alpigiani furono consolati di quell'ospizio, e maravigliarono dell'amplissima via che ai cenni di Bonaparte videro aperta sui loro gioghi; e siccome da prima la credevano impresa non che ardua, impossibile, solevano poscia esclamare con iperboli proprie alla loro indole, che il grand'uomo, il quale avea saputo domare le Alpi, avrebbe un dì cacciato via anche il verno!