e inoltre perchè colla venuta de' Franchi, come asserisce il Manzoni, i Romani ottennero per mezzo de' papi uno stato che li guarentiva dalle invasioni barbariche, e fu un insigne benefizio.
Esaminando le contrarie opinioni, io vedeva nel Discorso del Manzoni, direi quasi, connaturate le anime del Muratori e del Vico, dei quali egli ci dà il più stupendo ritratto che desiderar si possa: e nella tragedia, come ravvisiamo lo stesso cantore dell'Eneide nel pius Æneas, così nel personaggio dell'Adelchi io riveriva la pia e generosa anima dell'autore, che si riconosce in tutte le sue opere, e la riscontrai nella venerata sua persona, allorchè in compagnia del mio dolce amico ed illustre latinista G. Gando andai la prima volta a inchinarlo su le rive del Verbano, e lo trovai dolorante innanzi al recente sepolcro del filosofo ed amico suo Rosmini.
Di pensiero in pensiero fra l'erudito e il filosofo io andava cercando il poeta nazionale, e lo trovava in due cori, potenti voli della lirica italiana.
Ermengarda, la figlia di Desiderio, moglie di Carlomagno, che
Con l'ignominia d'un ripudio in fronte
torna alla paterna reggia, e ricoveratasi in Brescia nel monistero di San Salvadore, cessa di soffrire cessando di vivere, è tale episodio che trasse dal cuore del poeta un canto che tutti sanno come sia improntato di santo dolore e di carità cristiana.
Sparsa le trecce morbide
Su l'affannoso petto,
Lenta le palme, e rorida
Di morte il bianco aspetto,
Giace la pia, col tremolo
Guardo cercando il ciel.
L'altro coro è nell'atto terzo, e vi senti lo stato angoscioso d'Italia.
D'un volgo disperso che nome non ha.