—Il Monfalcon nell'edizione poliglotta di Lione, per soverchio amor di patria, attribuì il famoso libro al cancelliere Giovanni Charlier, nato nel villaggio di Gerson, diocesi di Reims, e morto a Lione nel convento dei Celestini.

—Precisamente!

—Or bene, il vostro cancelliere, mio caro abate, era un Charlier, e il nostro monaco un Gerson, l'uno e l'altro dotto e pio, l'uno e l'altro rispettabile e benemerito della religione e delle lettere.

—E chi vi dice, ripigliava l'abate con un po' di bizza, che l'autore di quell'aureo libro non sia piuttosto il nostro Charlier che il vostro Gerso? Quanti uomini insigni non presero nome dal luogo natale, specialmente ne' tempi lontani!

—Voi dite bene, gli risposi; ma in controversie, come questa, mi concederete che le date e i codici debbano dissipare ogni dubbio e far risplendere la verità.

—Per l'appunto.

—Allora con calma cristiana uditemi. La storia del libro Dell'imitazione di Cristo e del vero suo autore, scritta dal cavaliere Degregori, e il codice De Advocatis da lui trovato nel 1830 in Parigi, nella libreria Techener, e donato all'archivio capitolare di Vercelli, sono gravi argomenti contro coloro che ne facevano autore il Kempis e il cancelliere parigino Gerson. Valenti bibliofili e paleografi giudicarono essere il codice De Advocatis del secolo XIII, quando ancora non erano nati nè l'uno nè l'altro dei supposti autori.

Ernesto Rénan, acuto indagatore, se non pio cattolico, quale voi siete, o Abate, è pure d'avviso[28] che nessuno di quei due sia l'autore d'esso libro; e il dotto vostro amico, conte di Montalambert, nella sua Storia di Santa Elisabetta d'Ungheria, celebrando il libro Dell'imitazione: cet ouvrage que tous les siècles ont reconnu sans rival, lo attribuisce pure al Monaco vercellese.

Io per rinvigorire il mio assunto non imiterò il Paravia nel suo elegante ed erudito discorso intorno al vero autore Dell'imitazione di Cristo, che primamente ai 2 di aprile 1846 recitava nell'ateneo di Treviso, nè seguirò il Rénan nel suo capitolo: L'auteur de l'imitation de Jésus-Christ, col citare a documento il Diarium della casa Avogadro, nel quale fu detto essere registrata una nota, da cui risulterebbe che nel 1349 il prezioso codice Della imitazione era già da gran tempo posseduto dagli Avogadro, come tesoro ereditario.