A tali parole, l'altro devoto, bisbigliando l'avemaria, si volse.
—Quello che tu dici è vero… ma non so s'egli potrebbe avere invidia di noi. Bada ch'ei s'è accorto che noi stiamo a guardarlo. Lascialo dunque in pace, e preghiamo anche per lui, s'egli è così tribolato.
Intanto che questi parlavano tra loro, un altro strano dialogo si stava facendo al vestibolo della chiesuola, fra tre uomini tutti imbavagliati nei loro mantelli, e il sagrestano.
—Dunque non avete veduto nessuno neppure oggi? domandava l'uno dei tre al sagrestano.
—Nessuno, in fede mia, e ci viene così poca gente oramai, ch'ei sarebbe ben facile accorgersene.
—Eppure avrebbe dovuto capitarci.
—Domandatene anche mia moglie, e vi dirà s'ella ha mai veduto capitar qui gentiluomini nè giovani, nè vecchi; in quanto poi alla lapide che il priore fece murare l'altro dì, posso assicurarvi che non ha fermato l'attenzione di nessuno.
I tre si ristrinsero in crocchio.
—Ciò pare inverosimile, diceva l'uno.
—Non è però detto ch'egli debba venirci infallibilmente.