—Eccellenza, disse, è qui una lettera di grande importanza, il corriere è dabbasso che aspetta.
La rapidità onde il Lautrec a quelle parole e alla vista della lettera si scosse, e dal punto ove trovavasi, balzato presso all'ufficiale che parlava, gli strappò con violenza la lettera dalle mani, è indescrivibile.
Avutala così, rotto il sigillo, spiegazzatala con gran tremito la lesse di un fiato. La faccia gli si trasmutò a un tratto, parve quasi che un fitto velo gli si fosse tolto dinnanzi.
Ebbe un altro soprassalto di gioia perfetta, pari a quello che provò quando gli fu annunziato che il Palavicino era nelle sue mani; chi gli avrebbe detto allora, che sarebbe costretto a rimandarlo libero ed illeso?
E si volse allora a quegli ufficiali stessi che avean recata la lettera, per dar loro l'ordine di far tosto liberare il Palavicino e di scortarlo fino a Reggio… ma nel punto stesso di profferire quella parola, gli parve sì duro l'esser costretto a tal passo, che si tacque, e si mise invece a passeggiar per la camera in preda ad un novello contrasto.
Cessato quello sgomento, generato dall'incertezza della sorte del proprio figlio, e assicurato dell'esser suo, e in qual luogo trovavasi, e come era sano e salvo; riposato da quell'oppressione orrenda, che avea chiuso l'adito ad ogni altra cosa, l'odio pel Palavicino insorse allora con più forza che mai, e rimase padrone del campo.
Alcuni momenti prima aveva atteso con ansia, che in prezzo del riscatto del proprio figliuolo gli fosse richiesto il Palavicino, ma ora che trovavasi al punto, una tale necessità le fu insopportabile, e pensò a ribellarsene. Fin dal dì prima, appena seppe che il Mandello seco aveva condotto Armando, sulle tracce di lui, con gran sollecitudine aveva spediti uomini per tutte le parti, de' quali veruno peranco era tornato; volle dunque aspettare qualcuno di costoro, e, sebbene la lettera stessa del Mandello desse indizio ch'esso non era ancor stato raggiunto, ed era in salvo, pure sperò che ciò potesse tuttavia succedere da un momento all'altro.
Ma il contrasto era terribile, era tale che l'animo suo già fiaccato da tante ore d'angoscia, non bastava più a sopportarlo. Diede un'altra occhiata alla lettera; quell'intimazione del termine perentorio di tre dì, cui a tutta prima non aveva posto mente, ora le sconvolse l'animo terribilmente, ora che, misurate le distanze gli parve essere difficile che in tre giorni, senza una gran sollecitudine, il Palavicino potesse arrivare a Reggio. Gli corse un gelo per tutte le membra… Si volse finalmente per dar l'ordine agli ufficiali che aspettavano… ma nel punto di parlare, non seppe vincere la vergogna di avere a cedere all'impero della necessità, di mostrare tanta debolezza, di mostrarla in faccia a que' suoi soggetti specialmente; però non volendo parlare, prese di forza pel braccio uno di quegli ufficiali, e seco il trasse a furia nelle proprie stanze… là, non volendo ancora parlare, scrisse l'ordine, glielo consegnò dicendogli—Va—e nel pronunciare questa parola respinse l'ufficiale con un urto violento del braccio quasi a cacciarlo fuori della camera, nella quale egli si chiuse poi disperatamente e si buttò sul letto nascondendo la faccia tra i cuscini… Aveva vergogna anche di sè stesso.
L'ufficiale di servizio, uscito che fu dal la camera del governatore, senza pensar molto al duro modo onde n'era stato respinto, essendovi avvezzo da gran tempo, letto l'ordine di volo, e interpretata la parte sottintesa, si recò presso a' colleghi cui lo comunicò.
Tutti gli ufficiali che sapevano benissimo il fatto del conte Mandello, e stando in aspettazione di qualche gran cosa, avevano fatte di molte interrogazioni al corriere, si strinsero in un gruppo con gran sollecitudine per sentire quel che aveva deliberato il Lautrec; però, quando udirono che non si trattava d'altro che di rimettere in libertà il marchese Palavicino, per quanto avessero già pensato che necessariamente doveasi riuscire a questo, pure ne rimasero tutti altamente maravigliati.