Qui s'udì un rumore nella stanza vicina, poi il suono distinto di una pedata che si accostava all'uscio.
I servi sgomentati, si ritrassero in fretta in fondo all'anticamera; l'uscio si spalancò, comparve il Lautrec, che si fermò sulla soglia, immobile come un marmo. I suoi occhi eran fissi come quelli di chi abbia smarrita la ragione.
Guardando nella camera, non si vedeva, al fioco barlume di una lampada, presso a spegnersi, che un piccol letto… era quello del fanciullo Armando.
Il Lautrec versava certamente allora in una di quelle tremende crisi dell'uomo, in cui la fissazione assidua e spasmodica della mente in un oggetto unico, sta per degenerare in forsennatezza assoluta. L'assenza del figliuolo, assenza resa tanto terribile dell'incertezza delle cause, delle circostanze, del luogo, del tempo; l'assenza di quel figliuolo, senza di cui gli sarebbe sempre stata insopportabile la vita, avea tolta ogni susta alla sua forza morale. La sua condizione era simile a quella di un uomo al quale, mancando un elemento fisico, indispensabile all'esistenza, irresistibilmente sente fuggirsi gli spiriti.
Ed era tanto più presso a subire il dominio della pazzia, in quanto che, sentendo che la presenza del suo Armando gli era necessaria, procurava illudersi d'averlo a riabbracciare da un istante all'altro, e trovando poi come quella sua aspettazione ansiosa, e che aveva tenute sospese tutte le potenze della sua vita, era stato indarno, e vedendo fuggirsi innanzi ogni speranza, quella specie di voto lo desolava, lo spaventava sì, che prorompeva in eccessi inauditi.
Del resto, questa esaltazione furibonda che gli durava da tante ore, non era stata e non era senza i suoi lucidi intervalli. In questi aveva potuto pensare a tutte le cause possibili, del rapimento di Armando, e per sua e altrui fortuna, essendogli noto, che era stato il conte Mandello a condurselo seco, fu da ciò condotto a sospettare il perchè avesse colui operato di tal maniera; e un simile sospetto, dirò anzi una simile speranza così lo dominò, che negli istanti medesimi in cui, per versar fuori quella rabbia affannosa che lo tormentava, sentiva come un bisogno d'incrudelire su tutti e di far sangue, e di cominciare appunto a diguazzarsi nella vendetta del Palavicino, pure se ne astenne sempre, quasi una forza imperiosa lo trattenesse, e se ne astenne con un proposito così deciso che, a mettere un ostacolo agli assalti subitanei dell'ira propria, e temendo di non potersi dominare abbastanza, aveva fatto condurre il Palavicino nella torre del castello per averlo così più lontano; aveva intravveduto insomma, che quello era l'unico prezzo del riscatto del proprio figliuolo.
E quante volte aveva supplicato Iddio con un fervore strano alla sua indole irreligiosa, perchè tosto gli desse il motivo per liberare il suo mortale nemico!… Pure, più d'una volta insorsero con prepotenza anche gli odii vecchi, e non gli parea vero, che quell'uomo dovesse sfuggirgli così, e non sopportando tale idea, ad escluderne per sempre la possibilità, stette spesso per dar l'ordine di uccidere il Palavicino; se non che, appena egli volgevasi a guardare la coltrice del suo Armando, improvvisamente sbollivano le ire, tutto cedeva, tutto squagliavasi al fuoco ardentissimo dell'indefinito amor suo, e allorquando l'entusiasmo della vendetta stava per vincerlo, l'unica lagrima che gli sgorgava dall'occhio infuocato, mandava tutto in dileguo. Così avea passato tutte quelle ore, tutta la notte, in conseguenza di che, sopraffatto, domato dalla forza del male, e da tanto contrasto, la sua intelligenza era adesso in procinto di alienarsi.
In tale stato dell'animo, stava ei dunque ancora immobile sulla soglia della camera da letto del suo Armando, e i servi aggruppati in un canto dell'anticamera, mentre lo guardavano attenti, non ardivano nemmeno di respirare, quando s'udì dalle scale, dai corridioi, dalle camere, un gran rumore di passi e di voci che si avvicinavano, e finalmente si videro entrare con gran sollecitudine alcuni ufficiali in quell'anticamera stessa.
Erano essi saliti in fretta per domandare del governatore, ma quando lo scorsero immobile in quella posizione e in quell'atteggiamento, si tacquero un momento irresoluti.
Ma uno di quegli ufficiali fattosi animo: