I due fratelli, che non si aspettavano una simile risposta, e già quasi erano volti al male, rimasero altamente edificati a quelle parole risolutive della giovine lor madre; onde cambiando improvvisamente aspetto e modi:

—Noi eravam sicuri che mai non vi sareste rifiutata a ciò; ora, giacchè vi siete risoluta, converrà bene vi partiate oggi stesso, perchè se si arriva tardi, ogni opera se ne andrebbe perduta.

—Ed io partirò in questo giorno medesimo, anche in quest'ora, se lo volete, purchè provvediate a metter tosto in ordine ogni cosa per la mia partenza.

I due Baglioni soddisfatti, più che non avrebbero sperato, della loro giovane madre, attesero in quel giorno a disporre ogni cosa perch'ella potesse mettersi tosto in viaggio. Mandarono innanzi più corrieri a cercar cavalli onde non s'avesse a perder tempo lungo il viaggio, le allestirono un numeroso traino acciò che, entrando in Roma, potesse subitamente destar romore per tutta la città, la qual cosa ad essi parve dovesse avere il suo vantaggio. E come tutto fu in punto, entrarono dalla giovane signora ad avvisarla che non si attendeva che lei.

La Ginevra non avea mai provato tanta agitazione come in quel momento. Movevasi di là per far cosa di cui non poteva presagir l'esito; mettevasi in cammino alla volta di una città dov'era colui che da cinque anni non vedeva, e col quale però ella non era sicura d'avere ad incontrarsi, non sapendo come si sarebbero ordinate le cose. In una città dove trovavasi il Morone, che sempre l'avea protetta, e l'Elia Corvino a cui doveva tanto. Era dunque quello un momento assai risolutivo della sua vita, trattandosi che fra pochi giorni poteva cangiarsi la sua condizione al tutto; tuttavia quanto le si parava dinanzi era pieno di dubbj, di viluppi, d'incertezze, di pericoli. Ella sperava così e temeva ad un tempo; ora lasciavasi andare agli estremi della fiducia, ora si fermava atterrita e perplessa. Nella sua virtù pensando poi esser debito suo presentarsi a Leone e supplicarlo per ciò stesso da cui il suo cuore irresistibilmente abborriva, ne provava un tormentoso contrasto che la rendeva insofferente e inquietissima; pure un pensiero assiduo e sereno veniva sempre a galla degli altri, e li escludeva spesso. In questa condizione d'animo, uscì dalle sue stanze, uscì da palazzo dove avea passato tanti anni infelici, salì in lettiga, e ricevute le ultime preghiere dei due figli del Baglione, si pose finalmente in viaggio accompagnata da un numeroso equipaggio.

I corrieri stati spediti innanzi a cercar cavalli perchè non si perdesse tempo nel viaggio, avevano in un momento divulgata la notizia di quell'andata della moglie del vecchio signore di Perugia a Roma per impetrare la grazia del pontefice, per cui essendo ella nota alla maggior parte, e come figlia dello scaduto signore di Bologna, e per la fama che, nella circostanza del suo matrimonio col Baglione, aveva dovunque recate le lodi della bellezza, della sua giovinezza insieme al compianto delle sue molte sventure e del duro modo con cui era stata sagrificata dal padre, gli abitanti de' luoghi per dove ella passava traevano in folla a vederla. Il fatto medesimo della cattura del signore di Perugia, fatto che aveva sbalordita mezza Italia, ajutava ad accrescere nella folla il desiderio di considerare da vicino la moglie di lui, e tanto più in quanto, correndo la voce che per tanti anni ella stessa era stata la vittima di quell'atroce uomo, non sapevasi abbastanza ammirare la di lei generosità, per la quale s'affrettava presso il pontefice al fine di implorare la salvezza di colui appunto che era stato la cagione de' suoi continui patimenti.

Ma i corrieri precedendola di molte miglia entrarono in Roma un giorno prima di lei, al fine di prepararle un conveniente alloggio. Affluendo colà, di que' tempi, altissimi personaggi d'ogni paese, alcuni ricchi cittadini avean destinato espressamente de' sontuosi palazzi, all'uso di alberghi. Agostino Chigi era il proprietario d'uno di questi, il quale essendo il più magnifico e il più riccamente addobbato degli altri, i personaggi più distinti vi si recavano di preferenza, e questo appunto fu prescelto per dare alloggio alla signora di Perugia.

Fin dal dì prima, da taluni mercadanti che viaggiavan per Romagna, era stata recata la notizia che la moglie del Baglione era in viaggio per Roma, alla quale chi aveva prestato fede, chi no. Ma appena giunsero i corrieri, e furon visti fermarsi all'albergo in Piazza Farnese, e si sparse la nuova che il dì dopo sarebbe venuta la signora di Perugia, fu un mormorio di tutta la città. Già tutta l'attenzione de' Romani era vôlta allora al fine che avrebbe avuto il processo del Baglione. Nelle case, per le strade, ai passeggi, nelle botteghe, ai giuochi, non si parlava che di quell'avvenimento straordinario. Ora si può argomentare quale effetto facesse anche in Roma come altrove la notizia dell'arrivo della sua moglie.

Il giorno dopo, come suole avvenire in simili circostanze, verso l'ora in cui credevasi da tutti ch'ella dovesse arrivare, si cominciò a vedere la Piazza Farnese affollarsi di sfaccendati, i quali volevano esser i primi a veder discendere dalla lettiga la giovane signora, della quale avevano sentito a dir tante cose.

—Vorrei sapere, diceva uno, a che fine ella se ne venga in questa città.