—Sentite, rechiamoci un tratto fuor di porta Belisario, così movendole incontro non avremo a durare la noia dell'aspettare.

—Se ti par meglio, tu puoi andare; ma io non mi scosto di qui, chè vo' vederla dappresso quand'uscirà di lettiga.

Dietro il parere di questi due, chi stette fermo presso la porta dell'albergo, chi si mosse verso porta Belisario. Ma questi ultimi non ebbero a veder nulla, perchè i cavalcatori sospettando che a quella porta vi sarebbe stata una gran moltitudine, entrarono in città per un'altra, e attraversandola di corsa, furon presto in Piazza Farnese. Alle prime voci che annunziavano l'arrivo del numeroso traino della signora di Perugia, nella folla successe un gran commovimento. Molti s'addensarono allo sbocco della contrada che metteva sulla piazza, e per dove la signora aveva a passare; molti l'aspettarono di piè fermo innanzi alla porta del palazzo Chigi.

—È qui, ci giunge adesso, due, tre, quattro, sei lettighe.

—È un seguito numeroso.

—Or sta a vedere dove sarà la signora?

—Attenti, guarda, non è lei; queste son donne di servizio.

—Ma di ragione ella si troverà con taluna di costoro.

—Eccola… l'hai veduta?

—È poi dessa veramente?