—È seduta a dritta; è quella che parla, osserva.

—L'ho veduta adesso.

—È bella; or vo' vederla a discendere.

—Non l'avrei creduta così giovane.

—Presto, andiamo.

E in coda al seguito la folla che s'era divisa, tornando a congiungersi, si sforzò di ridursi presso alla porta del palazzo. Quando poi le lettighe si fermarono, il pigiamento della moltitudine fu straordinario, chi sforzavasi a soverchiar l'altro, chi si alzava sulla punta dei piedi, chi cercava di sporger la testa fra quelle che si addensavano innanzi.

Fu un momento di aspettazione; infine la svelta figura della Ginevra, avvolta in una stretta tunica di velluto nero, fu veduta discender lesta dalla lettiga e scomparir subito sotto il portone del palazzo. La curiosità generale fu delusa nel punto stesso di essere appagata, e la moltitudine cominciò a diradarsi; chi diceva una cosa, chi un'altra.

—Per quel ch'io vidi, avrei anche potuto starmene a bottega.

—Tuo danno, se ti sei ostinato a non voler starmi presso, lo invece mi trovai a due passi da lei quando discese… ed ebbi agio così di guardarla come adesso guardo te.

—E ti parve?