Trasmetterete tosto quest'ordine al cardinale tesoriere.

Nel pronunciare le quali parole, sporse un foglio ad uno di loro due, che al suo cenno uscirono colla prestezza onde v'entrarono.

Il papa, rimasto così ancor solo colla Ginevra:

—Vedete dunque, figliuola mia, continuò, che in tutto quanto s'è fatto, abbiamo avuto di mira il ben vostro. Non state dunque a volerne supplicare per una cosa che, se mai fossimo venuti nella risoluzione d'esaudirvi, v'avrebbe poi gettata nella massima disperazione. Noi non possiamo che lodare, figliuola mia, codesta straordinaria virtù, onde, per adempire ciò che credevate debito vostro, ci avete supplicato a voler perpetuare le vostre miserie, e vi assicuriamo che Dio ve ne farà un gran merito. Ma non si vuole andare più in là. D'altra parte, figliuola, io mi avvedo benissimo che il cuor vostro non può mettersi d'accordo colla vostra bocca; per questa volta vediam dunque di seguire il consiglio del cuore che tal fiata ragiona meglio assai della mente, la quale s'imbroglia di cavilli e di pregiudizj. I giorni della vostra vita ci stanno innanzi tutti quanti come se fosser scritti in un libro; e per verità, non aveste mai a respirar liberamente, povera figliuola mia. Comincerete dunque oggi stesso una vita nuova, e fate cantare un triduo in ara coeli, che vi varrà un'indulgenza plenaria. Intanto i trentamila giulj che vi abbiamo assegnati ad ogni anno, spero vi potranno indennizzare assai bene e della vostra Bologna e di Perugia. In quanto poi al luogo della vostra futura dimora, io vorrei vi fermaste in Roma dove siete sicura da tutte le insidie che vi potessero mai tendere o i vostri fratelli o i figli di Giampaolo. Del resto, figliuola, verrete alla nostra udienza qualch'altra volta, e vi daremo talune altre istruzioni.

La Ginevra, a quest'ultime parole che significavano un commiato, si alzò senza ripetere quella preghiera che appena presentatasi a Leone, avea fatta non senza fervore. Ma era un fervore forzato e non spontaneo, e che necessariamente avea dovuto cessare innanzi alle prime negative. Vedremo in altro momento come il fervore della preghiera crescerà invece col crescere delle ripulse, e quale straziante efficacia di parole porrà sulle labbra di questa infelice una disperazione senza pari.

Si alzò dunque, e fatto qualche ringraziamento, si licenziò ed uscì dal gabinetto.

Coloro che stavano nell'anticamera e avevano udite le parole di commiato, si volsero tutti per guardarla appena l'uscio si spalancò ed ella comparve sulla soglia. Al sommesso bisbiglio che le faceva d'intorno, nel passare ella girò alla sfuggita uno sguardo, un timidissimo sguardo, fra que' personaggi, quando improvvisamente si fermò mandando come un piccol grido, mentre la faccia le si coprì tutta quanta di un vivissimo rossore che degenerò issofatto in un pallore estremo. Il volto del Morone che distinguevasi tra le molte teste ond'era circondato, e che fissando lei con molta attenzione, le si mostrò per il primo, fa causa di quell'estrema sua commozione; ed ella si fermò volgendogl un'occhiata. Il Morone potè accorgersi del tremito che s'era messo nella persona della Ginevra, e allora di volo, allontanatosi dagli altri, si accostò a lei dicendole:

—Oggi venivo da voi, e non avrei mai creduto d'avervi a trovar prima qui.

La Ginevra non potè rispondere in sul subito, poi, quando quell'agitazione le cessò:

—Oh come ho caro a vedervi, disse.