Il caporale alemanno, non sapendo allora a che appigliarsi, finse di sdrucciolare in giù e trasse a sè il Palavicino. A un tiro di balestra dietro al gruppo di pini stavano gli archibugieri francesi, di cui Manfredo a tutta prima non s'accorse, ma che continuando a sdrucciolare in giù vide a un tratto, onde gli venne un orrendo sospetto.
—Galeazzo! Galeazzo! gridò allora, e fu un grido che fece rintronar la montagna.
—Manfredo! rispose dall'alto la voce del Mandello che poco dopo si mostrò e vide e fu visto.
—Galeazzo, sono tradito, accorri! così disse il Palavicino che, assalito in quel punto, si dibatteva tra le robuste braccia degli archibugieri che io pungevano colle armi.
Il conte fece allora un salto d'un trenta passi buonamente; ma in quella vide le canne di due archibugi appuntate contro di sè e la subita fiamma, e udì il fischio delle due palle e cadde…. cadde ferito gridando con voce di strazio acutissimo e di disperazione:—Ah! Manfredo, io non ti posso salvare! Manfredo, Manfredo!… Ma questi pur continuando a ripetere il nome di Galeazzo, venne tratto lontano, e dileguò anche la voce.
Fu il più sviscerato e il più orrido addio che mai siensi dati due amici da che mondo è mondo. Il conte Mandello, insensibile al dolor fisico che gli veniva dal braccio sinistro, passato parte a parte dalla palla di piombo quantunque ne fosse reso impotente, lasciava che il sangue scorresse senza porvi riparo, e premeva la destra sulla fronte con una tensione così disperata, che pareva volesse in quel modo togliersi la vita divenuta inutile.
—Ahi!!! disse finalmente con un gemito profondo e alzando la mano verso al cielo, tutto è dunque perduto! e svenne e cadde privo di sentimento.
La scarica degli archibugi avea desta l'attenzione di taluni soldati che accorsero per vedere che cosa fosse, e udite le grida e tenendo il sentiero per dove quelle eran venute, discesero, e, pieni di dolorosa maraviglia, trovarono il conte Mandello disteso sul nudo masso, bagnato del proprio sangue, e che non dava segno di vita. Veduta la ferita del braccio, presto la fasciarono e gli si misero intorno con ogni premura; ma mentre si adoperavano con tanta sollecitudine, almanaccavano per trovar le circostanze del fatto.
—Da chi mai può esser venuto il colpo?
—Non mi sono ingannato, e posso assicurarvi che furono più scariche.