La Ginevra diede in un grido disperato e chinò la testa, come chi sentendosi mancare ogni forza, si abbandona all'onda che lo deve affogare. Tutti poi perdettero ogni speranza.
Ma il governatore, quasi già dimentico di quanto era successo, s'affrettava, nella stanza d'Armando, il quale, momenti prima, mentre stava per abbandonarsi al sonno, aveva sentito la voce minacciosa di suo padre, che trasportato dall'ira, com'era il suo solito, non pensò che poteva essere udito dal figlio.
Questi dunque, pel turbamento, perduto il sonno si mise a far qualche parola col suo giovinetto amico, quando, ad onta della distanza, gli giunse all'orecchio anche il grido della Ginevra. Debole com'era, pur tentò di alzarsi in sui gomiti e si mise in ascolto, ma non avendo udito altro, pregò il suo compagno perchè si recasse a vedere cosa fosse. Il paggio obbedì e corso nelle sale, vide e udì e domandò e seppe chi era la donna che pregava, e osservandola a piangere in così disperato modo, ne fu tanto commosso, tanto impietosito, che colle lagrime agli occhi era corso a raccontare ogni cosa al suo diletto Armando.
Grandi cose dipendono spesso da tenuissimi fili, e il fanciullo Armando, udito il fatto e commosso anche lui, pel sentimento che forse gli rendeva più squisito la natura stessa della malattia, ebbe un gentil rammarico nell'udire che il padre si comportava tanto atrocemente con una donna che pregava, rammarico che gli fece nascere il desiderio di parlare al padre, e di scongiurarlo a concedere la grazia ond'era supplicato.
Essendosi accorto d'esercitare un invincibile ascendente sull'animo di suo padre, e per questo sperando di esser esaudito, disse al paggio la propria intenzione, e quegli s'affrettò tosto per dire al Lautrec che suo figlio lo chiamava.
Fu una semplice combinazione, ma egli è appunto per queste che avvengono di strane cose quaggiù.
Quando il Lautrec entrò, e vide il figliuolo che si sosteneva in sui gomiti e aveva sulle guancie affilate un vivo rossore forse per la fatica che faceva, fu pago di quell'apparenza, ed accostatosi al letto gli domandò cosa volesse.
—Voglio, disse allora subito Armando colla cara sua voce argentina, sebbene tanto quanto velata, voglio che tu esaudisca quella povera donna che di là piange con tanta passione e si dispera.
Il Lautrec si rannuvolò e:
—Chi ti ha detto?… e gettò una torva occhiata sul paggio che sgomentato si ritrasse….