Bonnivet uscì attonito dalla stanza. Il Lautrec si gettò a sedere accanto al letto del figlio, e guardandolo con una tenerezza ineffabile:

—Sei contento ora? gli disse, e tacque e si sprofondò ne' soliti pensieri.

Alcuni momenti dopo, udendo rumore di passi nelle camere vicine, si alzò per vedere che fosse, ed affacciandosi alla porta s'incontrò nella figura della Ginevra, la quale si precipitò nella stanza.

Il volto di lei aveva subito un trasmutamento indescrivibile, e l'occhio le scintillava di gioja che parea diffondersi in raggi. Confidando appieno nella clemenza del re, teneva salvo ormai il suo Manfredo; per ciò, come udì che tutto era dipenduto dal figlio del governatore, domandò di esser condotta a vedere, a ringraziare, a benedire il fanciullo.

E questo, appena vide la Ginevra, fece uno sforzo, tentò alzarsi e le sorrise. Ella le si gettò al capezzale e lo coprì di baci e di benedizioni, e volgendosi improvvisamente al Lautrec;

—Questo vostro figliuolo vivrà lunghissima vita! gli disse. Parole che furono pronunciate in modo, da far credere uscissero dal labbro di chi avesse il soffio della profezia.

—Io ne sono certa come se lo tenessi dal cielo, continuava poi, dal cielo che intensamente, continuamente pregherò, per la salute, per la felicità di questo caro angelo!

E ciò dicendo si disciogliea in lagrime, onde bagnava la faccia del fanciullo, che l'abbracciava piangendo. A queste tenerissime espansioni di pietà di gratitudine, di simpatia ineffabile, rispondevano intanto i singhiozzi del paggio, il tenero compagno d'Armando; ma, ciò che più colpiva, era il pianto che scorgevasi anche negli occhi gonfiati del Lautrec….

Durante il tempo in cui succedette nel palazzo quanto abbiam raccontato, il turbine continuò al di fuori quasi sempre colla stessa violenza, onde la moltitudine che impaziente stava accalcata sotto al Coperto dei Figini non potè mai spandersi per la piazza, nè accostarsi al palazzo. Non appena però la gragnuola cadde più rada, qualcheduno più degli altri ansioso attraversò la piazza a corsa, credendo, recandosi più presso alla Corte, di scoprir prima e più facilmente quanto succedeva di dentro. Così l'esempio fece imitatori, e in breve tutto lo spazio che sta innanzi al palazzo fu gremito di popolo, il quale pel molto tempo trascorso, messosi in forti sospetti, cominciò a dare in qualche grido minaccioso. Le sentinelle francesi avvezze a far violenze d'ogni maniera, e per nulla timorose, cominciarono dal canto loro a bravare la folla ed a rispondere alle sue minacce con altrettante, quando corse la voce che il governatore aveva esaudite le preghiere della moglie del Palavicino, la quale sarebbosi tosto trasferita a Parigi per parlare al re. Una tal nuova spense istantaneamente ogni ira, nel popolo per un senso di gratitudine che dominò sui lunghi rancori, nelle sentinelle per la naturale maraviglia.

In breve essa giunse anche all'orecchio del Corvino e del Mandello, i quali non seppero prestarle fede a tutta prima; ma nel súbito raffreddamento della moltitudine videro che i loro provvedimenti erano stati indarno. Fu vantaggio? fu danno? più probabilmente fu risparmio d'inutile sangue, chè quanto aveva a succedere era irrevocabile!