—Questo era il dì veramente, e l'ora opportuna per venir qui ad arrovesciarmi l'anima. Io aveva procurato scansar tutte l'occasioni per non veder voi innanzi a quest'ora, che già troppo m'immaginava i vostri soliti, perpetui, insopportabili pianti; ma voi, no, non lo avete voluto, e siete venuta qui pel mio malanno e pel vostro.

E misurando a gran passi la camera, l'impeto dell'ira sua appariva assai più dagli atti che da quelle parole medesime. Ma in quella foga sguardando un istante, e vedendo sul volto di quella donna soave di sua madre, un'attonitaggine accorata, un'avvilita sommessione, quasi fosse un suo soggetto intimorito dagli strapazzi e dalle contumelie, sentì come un rimorso e uno spavento repentino, rimorso che gli fece cadere a un tratto lo sdegno, gl'inspirò più forte che mai la tenerezza per sua madre, e gli sconvolse tutta l'anima d'una compassione che lo faceva tutto tremante. E' si fermò di tratto in prima, poi lento lento s'accostò alla madre e, stato un istante perplesso, le gettò le braccia al collo con una dimestichezza ingenua e abbandonata, che ricordava i suoi atti infantili, e stette così a guardarla senza dir altro. Allora la tenera donna, sentendo in quel punto tutt'in una volta l'effetto e dell'ira e della tenerezza del figlio suo, stette tuttavia attonita e immobile senza parlare, senza nemmeno guardarlo in viso. Ma dagli occhi lente le sgorgarono due sole lagrime, di quelle lagrime piene di passione che le promovono a dirotta in chi le osserva.

La somiglianza quasi perfetta di que' due volti, pallidi ambidue, sbattuti e atteggiati al dolore; quella madre ancora giovane, ancora avvenente, abbracciata dal suo unico figliuolo, con quell'atto d'amore insieme e di venerazione, avrebbero al certo fatta una impressione particolare in chi che sia li avesse veduti in quel punto. Stettero così in silenzio per qualche tempo, quando la madre:

—Ora ho a parlarti di una cosa, esclamò, di una cosa che importa assai, Manfredo; e stata un momento sopra di sè perplessa, soggiunse: la figlia del Bentivoglio mi parlò di te.

Il giovane non aveva mai dotto nulla di quell'amor suo alla madre, por ciò rimase assai maravigliato e scosso a quello parole inaspettate,

Ella se ne accorse, e continuò:

—Io so tutto, Manfredo, e da lei stessa lo so. Ieri sera, avendo ella saputo, non so come, ch'io era colla contessa, per gli orti che congiungono il palazzo dei Beroaldo col suo, di nascosto di suo padre e con grandissimo suo pericolo, come mi disse poi, entrò nelle stanze della contessa per parlare a me, e le parole e gli atti di quella fanciulla furono così ingenui e sinceri, ch'io dovetti abbracciarla e baciarla come se fosse mia, e l'amo adesso come amo te.

Il Palavicino, sentendo sua madre a parlare in tal modo della Bentivoglio, si sentì agitato da una tenerezza e da una gratitudine così viva per quella donna, che si mise a guardarla estatico, quasi fosse una cosa straordinaria, una cosa santa, e non trovava una parola per rispondere.

—Non avendo dunque il modo di parlare a te stesso, continuava la madre, appena seppe ch'io era dalla contessa, come dicevo, e riponendo ogni fiducia in me sola, quella povera tribolata venne a raccontarmi l'improvvisa sua sventura…. bisogna dunque che tu non esca di città, che tu rimanga qui domani…. il padre le fa forza, e tu devi conoscerlo, ed ella è costretta a delle nozze abborrite…. e l'uomo che la deve sposare è già qui. Egli è dunque anche per questo, anzi per questo particolarmente che sono venuta da te stamattina.

Il Manfredo, a tali parole, non fece un movimento, soltanto guardava in viso a sua madre, attonito, soltanto le labbra gli tremavano visibilmente.