—È ottima cosa che a te paja così, Corvino, ottima veramente.
E facendo quel suo solito lezio, strinse l'occhio dritto, il che accresceva quell'espressione assidua di acutezza che aveva svolta in faccia, e guardò fiso per qualche tempo il Corvino.
Questi notò quell'occhiata acuta, penetrativa, parlante; gli venne un lampo, la interpretò alla sfuggita… abbassò la testa… aveva capito.
Ci fu un momento di silenzio, che il Corvino ruppe il primo, dicendo:
—Se vostra signoria illustrissima volesse mai…
Il Morone fu presto a tagliargli la parola in bocca; non voleva assolutamente nè parlar chiaro, nè sentire a parlar chiaro, e subito svoltò il discorso.
—La settimana ventura verrai dunque a prendere i quattrocento scudi, che per allora, spero, mi avrai spacciata quella faccenda che ti dicevo.
Il Corvino tacque.
Il Morone continuò a passeggiar per la camera sinchè di bel nuovo gli si volse improvviso, dicendogli:
—Conosci tu il Bentivoglio?