Il fatto straordinario e quasi misterioso di Valenzia non avendo potuto trovar fede nei membri del consiglio, questi per la prima volta che appartenevano a quell'eccelso magistrato, s'erano rifiutati a fondare una procedura su quella semplice accusa; se la colpa, se il delitto fosse stato dei più ovvii, anche la semplice denunzia li avrebbe resi inesorabili contro Candiano.
Il contrasto durò per lungo tempo nella sala del consiglio dei Dieci; ma vinti finalmente dalle parole del Barbarigo, che era eloquentissimo uomo, deliberarono chiamare in palazzo l'ammiraglio Candiano, interrogarlo sul proposito della sua figlia, ed affidarsi interamente alle sue risposte. E così appunto venne fatto.
Quando il Visconti, volendo recarsi da Candiano, era entrato appena in canal Grande, potè accorgersi che egli era giunto troppo tardi.—Innanzi al palazzo dell'ammiraglio erano ferme due gondole della Republica. Egli pensò accostarsi, e nel punto che lor passava vicino quasi radendole, vide in mezzo a due fanti uscire sugli scaglioni la gigantesca figura dell'ammiraglio. Assicuratosi di ciò che aveva temuto, subito retrocesse, e ritornò al proprio alloggio. Vi trovò il Bronzino, il quale, vistolo da lontano,
«Novità,» gli grida.
«Per ora credo di saperne più di te.»
«Dite un tratto.»
«L'ammiraglio è nelle mani della Republica.»
«Ciò non sapeva; ma io vi darò notizia per notizia: messer Gritti è morto.»
«Morto?»
«Per lo meno ferito mortalmente.»