«Il mio pensiero s'è incontrato col tuo; ma tronchiamo a mezzo codesto discorso, che non è per recarci alcun utile.»

«Io so, Gazzella, che molti di codesti patrizi infingardi hanno sempre portato invidia e peggio al vecchio Candiano, e che al piacere di saperlo sconfitto e morto avrebbero i tristi sagrificato anche l'utile della patria comune.»

«Bertuccio mio, se mai l'accusa fosse una calunnia…?»

«Io fremo in pensarci… ma…»

«Ma a costo di morire di spasimo nella gabbia di San Marco, chi volle essere nostro padre ed amico, per l'anima mia che avrà in me più che un amico, più che un fratello, e lo vendicherò.»

Dicendo queste parole uscirono di là. In quel momento medesimo un fante della Republica, mostrandosi improvvisamente di dietro a un grosso pilastro che sorreggeva la volta dello stanzone, e guardandosi intorno con gran sospetto uscì esso pure rapidamente.

Il dì dopo l'eccelso consiglio mandò al caposquadra delle galere stanziate a Malamocco un ordine di spedire a rinforzare il presidio dell'isola di Cipro una caracca di arsenalotti, con espresso comando che segnatamente fosser mandati colà il Gazzella e il Bertuccio, e l'altro vecchio compagno col quale il dì prima avevano fatto quegli imprudenti discorsi.

Il lettore avrà ben compreso il perchè di tutte queste deliberazioni del consiglio, ed avrà dovuto ammirare la profonda e fina politica dei Dieci. Ma la sua ammirazione si cangerà presto in orrore quando sappia che in tutti quei dì che susseguirono alla cattura dell'ammiraglio Candiano, a sera, a notte chiusa alcune famiglie, alcune spose attesero in vano il padre, il marito, e lo attesero per un pezzo, nè mai loro comparve più innanzi.

Il consiglio dei Dieci non pativa che nessuno in Venezia parlasse dell'ammiraglio, molto meno che si tributasse una lode alla sua virtù, un compianto alla sua sventura. Ma sebbene i cittadini indovinassero con orrore la causa di quelle improvvise disparizioni, tuttavia il prode e buon vecchio aveva lasciato tanto amore e pietà di sè stesso, il caso di Valenzia sua figlia, del quale era pur corsa ovunque la storia genuina, aveva messa negli animi tanta maraviglia, che bisognava pure che in qualche modo se ne parlasse. Ma dal momento che l'ammiraglio fu condotto innanzi al tribunale dei Dieci, non si potè più sapere quel che avvenne di lui e della sua figlia, intorno alla quale correvano tante e sì disparate voci, e con misterioso terrore di tutta la città quel prode vegliardo e quella giovane infelice disparvero dalla scena del mondo senza che nè un atto pubblico attestasse la loro fine, nè un publico monumento i loro nomi.

Così la Serenissima Republica non ebbe scrupolo a sagrificare un uomo al quale andava debitrice di tanti segnalati servigi, e all'utile proprio antepose la stretta osservanza di una legge assurda che essa però aveva sancita nella supposizione che troncando ogni legame con chi non apparteneva a San Marco avrebbe cansati molti pericoli possibili. Soltanto alcuni anni dopo, quando si trovò impegnata in una lotta colla flottiglia di Pisa, e s'accorse mancarle l'uomo adatto a toglierla dal pericolo, s'avvide dell'errore, e il popolo in massa, che spesso ha un tatto squisito nel giudicare, accusò altamente l'improvvido consiglio che aveva segnata la sentenza di Candiano.