Del resto il considerare che quella legge assurda ed avente in sè gli elementi dell'ingiustizia ebbe un contravventore in quell'uomo appunto che più aveva d'equità e di senno, ne condurrebbe alla conseguenza che tutte le leggi di simil natura, se mai ve ne fossero, procurerebbero la rovina di quegli uomini dei quali è più forte il bisogno in questo mondo venendo in vece puntualmente osservate da quella numerosa folla, che obbedendo così alla cieca e senza convinzioni non han neppure le qualità che si vogliono a rendere in qualche modo utile l'uomo all'uomo.

Ma prima d'accommiatarci dal nostro lettore, dobbiamo ancora raccontargli una cosa, della cui riuscita forse egli stava in aspettazione.

Alcuni giorni dopo che il Candiano ed i suoi figli eran scomparsi dalla scena del mondo, sulla riva degli Schiavoni fu esposto un corpo morto alla publica vista perchè potesse venir riconosciuto dagli affini e dai consanguinei.

Era quello il corpo di Apostolo Malumbra che essendo rimasto là in mezzo al mare per tanti giorni, s'era sfigurato in modo da non più riconoscersi.

La donna sua, che da tanti giorni viveva in un'angustia terribile, nè mai erale venuto fatto rintracciar notizie sul conto del marito, passando una mattina a caso per quei luoghi, e vedendo gran folla che traeva a vedere il morto, anch'essa vi venne trascinata. Vi getta gli occhi, ne riconosce il gabbano, e senza dir parola cade a terra come piombo. I due piccoli figliuoletti che aveva condotti con sè, si danno a brancolare sul corpo della madre svenuta, a piangere, a gridare. La folla s'arresta. Grida uno del popolaccio:

«È la moglie del Malumbra.»

«Guardate un tratto,» dice un altro, «che il morto non sia il marito di costei.»

Tutti si avvicinano a guardar meglio. Quelli che prima non avevano saputo trovar traccia d'uom conosciuto in quel cadavere, ad una voce gridano:—È lui…—E a quella parola, come se in quel corpo si fosse scoperto il fatale gavacciolo d'un appestato, tutti dileguarono… e la povera donna svenuta ed i figliuoletti strillanti furono lasciati colà. Quando la moglie del Malumbra si risentì non si vide intorno più nessuno, e ritornò alla sua casa.

Passò qualche tempo, mancò ogni mezzo di sussistenza… gl'innocenti fanciulli tornarono a domandar pane affamati; ma in quella casa desolata non osò metter piede persona al mondo. Nè tutti coloro che poterono tener dietro ad ogni passo di quello sciagurato e tristo Malumbra, non seppero mai comprendere di chi era veramente la colpa, e senza neppur pensare che il bisogno è persuasore orribile di delitti e di colpa, lasciarono languire nella miseria anche i figli di lui, che pure erano innocentissimi.

Dice la cronaca che fintantochè furon fanciulli e deboli non fecero che piangere e patire; ma giunti all'età in cui l'uomo spiega tutta quella forza che natura gli ha conceduto, si condussero anch'essi verso la scesa del delitto. Due di essi fecero ciò che il padre loro non aveva saputo fare: s'appiattarono nelle macchie a svaligiare i passeggeri, e quando furono raggiunti dalle mani della giustizia, questa li consegnò al patibolo. Una folla numerosa accorse allo spettacolo orrendo: sapevasi di chi eran figli; ma a nessuno venne in mente che se il padre loro non fosse stato respinto da tutti e lasciato privo di pane senza che ne avesse colpa, forse i figli suoi sarebbero riusciti cittadini assai probi, e giovati un poco dalla fortuna, quegli stessi che il patibolo troncava, sarebbero forse stati l'oggetto della gratitudine e dell'amore universale.