«I morti non seppero mai vendicare le offese ricevute.»

«Chi mi parla qui di offesa, chi ardisce ricordarmela? Senator Barbarigo, non mi traete in furore, e se vi fu taluno che in faccia a tutta Venezia osò svillaneggiarmi, svillaneggiar me che non ho mai patito sopruso da chicchefosse uomo del mondo, è tal cosa che ciascuno dovrebbe fingere di non sapere in faccia me.»

«Un'ingiuria che dev'essere vendicata, deve essere ricordata,
Attilio.»

«Questo lo credo anch'io.»

«Dunque?»

«Dunque, io sono sì sprofondato che non vorrei mai più veder luce, nè uscire mai più fuori all'aperto: pure se mi venisse in pensiero qualche atroce modo a vendicarmi, qualche cosa di straordinario, d'inaudito, di orribile, penso che tosto lo manderei ad effetto.»

«Lascia fare al tempo, Attilio, e a rivederci domani.»

Queste parole di congedo furono pronunciate dal Barbarigo, quando sentì bussare alla porta della camera.

Attilio si tolse di là, mentre entrava Apostolo Malumbra.

Il suono de' sistri era cessato, il romore dalle sale era passato ai piedi del palazzo, e sulle gondole partivano le persone ch'erano intervenute alla festa.