«Dunque, dovreste aver già fatta una risoluzione. Se voi state qui ad aspettare che faccian la calata del monte que' buoni Francesi, i quali se sono i primi a promettere, son poi gli ultimi a mantenere, vi avviso che quand'anche le labarde del Galeazzo non potessero trovarvi così presto, la noia vi farà prima morire. Se voi in vece ve ne andate a Venezia, gli è certo per lo meno che non vi potrà intervenire male di sorta, e poi sono d'avviso che il vostro destino ha da mutarsi colà. Risolviamo dunque, e senza por tempo in mezzo usciamo di questi luoghi maledetti dove ci mette in fastidio anche lo stormire delle frasche.»
«Io penso in vece che per uno stolido malaccorto, tu sii quel tale.»
«Io non vi comprendo.»
«Ti vengono offerti cinquanta ducati d'oro per venire sulle mie traccie, e tu credi che ciò sia per procurare il mio meglio…. e forse preso all'amo da quell'astuto che ti si mise intorno, gli hai confessato….»
«Di confessioni, sapete bene che non mi son mai preso cura gran fatto, e molto meno questa volta.»
«Parla più chiaro adunque.»
«Quel tale non sa nè chi mi sia, nè dove siate voi; ma ho tutte le buone ragioni per credere che Venezia lo abbia mandato espressamente fuori in traccia di voi, e si capisce che la Serenissima ha tutta la buona volontà di fare le vostre vendette per eseguire le sue; in conseguenza di che, vi consiglio a partire questa notte medesima…. Ora poi mi ricordo di un'altra cosa che mi raccontò quel veneziano: prima di tutto, è vero che voi già foste a Venezia, e che siete stato a un dito di dare l'anello ad una patrizia di colà? e l'avreste anche sposata se non fosse morta?»
«Perchè mi domandi questo?»
«Vi ho chiesto, o illustrissimo, se ciò è ben vero?»
«Verissimo.»