«Dove siamo adesso?»

«A Sesto, madonna, troppo vicino ad Angera perchè possiamo fermarci qui.»

«Ma ci rimane ancora molta strada a percorrere prima di arrivare dove ci aspetta il Fossano?»

«Non molte miglia, madonna, e attendete a stare di buon animo, che in breve saremo colà.»

Valenzia sostava un istante, e chinava la testa a queste parole, essendole d'improvviso entrato in mezzo alle sue idee gioconde un tristo pensiero che tosto tornò a svanire come ombra. Anche a Sesto era pronta una lettiga e una cavalcatura, come ad Arona, e così senza aspettar altro proseguirono il viaggio.

Arrivati presso a Crugnoga, che è un paesello non molto distante del lago, al confluente di una stradella, s'incontrarono in due uomini a cavallo, e fu così rapido e inaspettato quello scontro che l'uno de' cavalcatori fu addosso alla lettiga, e nel momento che tirò a sè le briglie per iscansarla, potè vedere così alla sfuggita le due donne che stavano dentro, senza però poterne distinguere i volti; bensì Valenzia, che, per essere chiusa e all'oscuro, vedeva meglio chi stava fuori, potè in quel fuggevole istante vedere il viso di colui che le era passato così presso, e senza indovinarne la cagione, provò una sensazione di terrore, e le sorsero in mente mille sparse ricordanze che non sapeva come raccapezzare, e intanto lo scalpito de' cavalli che sentiva ancor vicino, continuava a stringerla di spavento. E vôlta al Malumbra che in quel momento le stava da canto:

«Avreste mai, per caso, conosciuto chi sieno costoro?»

«Io no, madonna, non ho potuto guardarli in volto.»

«Non vorrei fosser uomini di malavita che vanno attorno la notte per recar danno a' viandanti.»

«Non è possibile.»