«Ebbene, farò come voi dite.»

«Ma soprattutto fate presto, madonna.»

Il Malumbra era impazientissimo, e non ci voleva meno dell'assoluta buona fede di Valenzia, per non accorgersi che nelle parole e ne' gesti di quell'uomo, era qualche cosa d'irresoluto, d'impigliato, di poco sincero; ma la poveretta non pensava che al suo Fossano, e ridottasi nella sua camera a mettersi intorno le robe, che si volevano per quel notturno viaggio, e così fatto fare alla sua fante, in breve ambedue furono all'ordine.

Il Malumbra che, fermo sulla soglia del palazzo a guardare la prospettiva del lago, si mutava ora su d'un piede ora sull'altro, pel timore che mai un inciampo venisse a troncare a mezzo il suo disegno, sentì finalmente quella voce soave di Valenzia che diceva:

«Siamo in pronto, possiamo andare.»

E tutti e tre entrarono nel navicello, che spinto da due forti rematori, in breve toccò la riva, colà dove sorge il paesello di Bussone. Qui era pronta una lettiga con una cavalcatura; egli montò a cavallo, le due donne entrarono nella lettiga, e per una scorciatoia attraverso del monte, della quale il Malumbra, prima di recarsi ad Orta, aveva voluto pienamente farsi istrutto, calarono ad Arona. Qui era pronto un altro battello (bisogna confessare che quel tristo di Malumbra era uomo tutt'altro che impacciato), e col favore di una ventata piuttosto generosa, attraversarono quel tratto di lago che è tra Arona e Sesto Calende.

Al Malumbra nell'attraversare quel lago, sul quale pensava non avere a tornare mai più, venne in mente l'incontro fatto due dì prima con quell'uomo, la cui faccia astuta e scialba tanto il colpì sul mercato d'Angera, e le parole avute con lui. e l'incombenza datagli, e come si fosser data l'intesa di trovarsi ancora colà, se mai si fosse potuto scoprire la traccia del figlio di Bernabò. Ad appagare interamente il desiderio del senator Barbarigo, non bastava che egli potesse condurre a Venezia Valenzia e Fossano, ci voleva per terzo anche il Visconti; però il Malumbra che in quel dì, tutt'occupato com'era nel mandare a buon fine il suo tristo disegno, non aveva più pensato a colui, s'indispettì del non essere oramai più in tempo a gettare ed a stringere la rete anche per un altro, tanto più che, guardate combinazioni! egli aveva sperato moltissimo dopo il dialogo avuto col Bronzino.

—In ogni modo però,—diceva intanto tra sè e sè,—appena ch'io abbia messo in luogo sicuro questa augellina del becco gentile,—e volgevasi a guardarla con un tal atto di mezzo tra il compassionevole e il beffardo,—io potrei ancora tornarmene qui e cercare e frugare e fiutare infino a tanto che mi venga fatto di scoprire la traccia di quel birbone disgraziato…. e in quanto all'uomo a cui ho promesso trovarmi ad Angera, se mai ci venisse carico di notizie, e non mi trovasse, son persuaso che non gli recherei gran danno per questo, e tutt'al più a sfogare l'ira sua starà contento a qualche bestemmia che mi manderà dietro ad augurarmi il buon viaggio.

Valenzia dal canto suo intrattenevasi a parlare colla sua fante, e di quando in quando volgeva qualche parola al Malumbra, il quale tra per l'amicizia che aveva detto avere col padre di lei, tra per esser quello, che, come credeva la poveretta, la conduceva nelle braccia del suo Fossano, tra perchè nella sua persona era un'apparenza di bonarietà ch'egli sapeva benissimo colorire e farla sfoggiare all'occorrenza, aveva messo nell'animo ingenuo di lei tanta sicurtà che ella più d'una volta ebbe a dire alla fante:

«Quest'uomo lo amo perchè mi è di buon augurio; insieme a lui tornò sempre la pace nel mio cuore, e con lui io vado ad abbracciare il mio Fossano.» A chi le avesse detto nel momento che proferiva queste parole, chi era il Malumbra, dove la conduceva, e da chi era stato mandato, avrebbe la povera Valenzia voluto prestare alcuna fede? Oh pur troppo per una combinazione che si verifica sovente nell'umana vita, era tanto lontana dai sospetti, quanto era vicina al pericolo estremo. Qui la barchetta urtò alla riva di Sesto Calende, ove tutti discesero. Potevano essere otto ore di notte, e le donne si sentivano stanche. Valenzia domandò al Malumbra: