«Dunque lì c'è un altro sentiero, e dilunghiamoci un tratto da costoro.»
«Purchè non si corra l'altro pericolo di sviare.»
«Perciò basta che ci teniam volti un poco a que' monti, e non faremo contrario cammino.»
Allora dato di sprone a' ronzini presero per una viuzza che s'apriva attraverso le campagne. e scomparvero alla vista de' nostri viaggiatori.
Del resto lo spavento che aveva assalito Valenzia alla vista d'uno di que' viandanti, era ben ragionevole, e se il volto di quell'uomo suscitò in sua mente sparse e terribili ricordanze, gli era perchè quell'uomo l'avea veduto infatti più d'una volta. Era esso il figlio di Barnabò accompagnato dal fidato suo Bronzino,
Arrivati a Sesto qualche ora prima del Malumbra, avendo voluto percorrere le strade assai fuori di mano, di tanto prolungarono il cammino che si lasciarono raggiungere da chi era partito dopo. Così Valenzia e il figlio di Bernabò si trovarono a un passo di distanza, e fu gran ventura se non successe altro.
Ma intanto che i nostri viaggiatori continuavano alacremente il loro cammino, sorse la prim'alba, spuntò il sole, e ai campanili dei paeselli vicino a cui passavano, si sentivano di tratto in tratto a batter l'ore…. il tempo camminava veloce, nè ancora si sostava; venne il mezzodì, e quantunque la stagione autunnale non desse gran caldo per sè, pure la sferza del sole intorno a quell'ora bruciata, diede tanta noia e tanto affanno a Valenzia che, non usa a quelle corse, sentivasi d'aggiunta indolenzite le membra per la notte vegliata e trascorsa a malagio; andava tempestando il Malumbra perchè si fermassero a riposare un momento in qualche luogo; ma troppo premeva a lui il tirarsi assai lontano dal lago, e con belle parole d'uso in altro paese, giunsero verso l'imbrunire presso Olgiate Olona.
A noi che siam usi ai mezzi di trasporto così facili e rapidi d'oggidì, deve parer strano che si dovesse impiegare tanto tempo per percorrere così breve cammino; ma le strade erano così cattive ed ardue, e in que' luoghi principalmente non molto frequentati, che a' cavalli, quasi sempre, conveniva andare di passo. Quando furono tra Castel Seprio e Appiano, parve al Malumbra che fosse sufficiente distanza per non avere a temere una sorpresa, e veduta un'osteria pensò alloggiarvi colà le donne.
La spossatezza eccessiva in cui era caduta Valenzia, l'oscurità della sera sopraggiunta tutt'a un tratto, la sinistra apparenza di quell'osteria con certe cameracce basse basse e sucide qualche poco, l'avevan messa di così pessimo umore, che tutto quello che un dì prima gli era stato causa di grandissima gioia, nella fantasia ottenebrata le divenne causa di timori e peggio. D'aggiunta non poteva farsi ragione delle risposte che lungo il viaggio il Malumbra aveva dato alle sue domande, dacchè non erale riuscito sapere precisamente da lui in che luogo si trovasse il Fossano. E allora tornavale in mente che Alberigo le aveva promesso sarebbe tornato lui all'isola di San Giulio. Ma quella promessa ricordandogli il perchè era stata fatta, tornava a pesarle sull'anima il pensiero della contessa Giulia, e quel repentino pentimento del Fossano non le pareva potesse esser sincero. Qui un brivido di raccapriccio la coglieva per tutte le membra, e pensava non vi fosse mai qualche mistero sotto; e recatasi per svagarsi un momento ad una finestretta che dava su di una landa incolta, interminabile; quell'apparenza deserta e monotona, quel velo cinericcio di vapore che si stendeva a coprire tutta quanta la campagna, e in fondo in fondo si confondeva col cielo di un bigio pallido, e più di tutto una monotona cantilena che di quando in quando si sentiva a non molta distanza, le serrarono il cuore di maniera che pareva le si fosse in quel momento svelato tutto l'orribile della sua condizione.
Intanto il Malumbra passeggiando pel cortile dell'osteria, e sopravvegliando perchè a' suoi cavalli si desse orzo e fieno quanto poteva bastare per rifarli del lungo e continuato viaggio, vide due altri cavalli ancora insellati e tumidi di sudore.