«E che cosa?»

«Questa notte tu galoppavi allegramente sulla via di Cusnedo.»

«Io?»

«Tu stesso, e in compagnia d'un altro; ma perchè ti spiccasti così presto dal tuo lago? perchè non mi hai aspettato? perchè sei qui? chi è quel tuo fidatissimo amico?»

«Io mi ricordo che a Milano quando ho dato nelle labarde del duca che facevan la ronda per la città; press'a poco mi si fecero queste inchieste; ma prima di risponderti ti voglio un tratto interrogare.»

«Sentiamo?»

«Questa notte io t'ho visto cavalcare adagino adagino accanto di due belle signore; perchè non aspettarmi ad Angera? perchè viaggiar di notte con donne? chi sono quelle donne? Rispondi tu ora.»

Il Malumbra tacque, e stette pensando la risposta; ma in quella fu chiamato dalla fante di Valenzia che lo tolse all'imbarazzo. Risalì la scaletta pensando alla stranissima combinazione di quel quinto incontro col medesimo uomo, e ridendosene fra sè; mentre queste idee gli ronzavano per la testa, e fermavasi un tratto sul pianerottolo d'una scala di legno, vede una riga di luce attraverso alle imposte malconnesse d'un uscio.

Per un'abitudine propria del suo mestiere mette l'occhio a quella cruna e guarda. Il figlio di Bernabò Visconti stava seduto innanzi ad una tavolaccia colle braccia incrocicchiate sul petto, la testa ritta e incappucciata e l'occhio fisso; quantunque non l'avesse veduto che due o tre volte a Venezia, molt'anni prima, pure quella fisonomia al tutto caratteristica gli si svolse intera innanzi agli occhi, e lo riconobbe. Si diè mille volte dello stolido per non aver saputo indovinare che l'uomo della faccia astuta era un addetto di colui, e più d'una volta ebbe a dire che non altri che il demonio poteva aver prodotta quella combinazione straordinaria, considerando la quale egli non sapeva credere a sè stesso. Ma a que' pensieri subito tenner dietro degli altri; ed uno segnatamente, al quale non potè dar passo così di fretta; sentendo che saliva qualcheduno per la scala, si ritrasse ricordandosi allora che la fante l'aveva chiamato, ed entrò nella stanza dove trovavasi Valenzia.

Ella, volgendogli un viso assai pallido e pieno di accoramento, gli disse: