—A chi dunque che le' lo sappia? Perchè io poi ho bisogno di presentarmi il più presto possibile al capitano, e chiedergli grazia per me. Perchè, vedi! ho da dirgli cose... cose da farlo strabiliare! cose che forse!... basta, ti dico di gran premura, e di gran bene per noi!
Maria, possiam figurarci che fattosi appena giorno non pose indugio a recarsi al castello. Sapeva che a qualunque ora v'era sempre ben accolta. Ma per istrada la poveretta andava pensando:
—A chi m'avrò io a rivolgere per un affare sì delicato? A madonna Selvaggia no davvero! Io poi che nella passione non so reprimermi, chi sa che colpo le darei con questa nuova! L'ho detto sempre, e lo ridirò: Dio mio! Un bicchier del mio sangue perchè la si riavesse!
Poi pensò:—E' v'è madonna Lauretta che gli è lì ad assisterla, e la le vuol tanto bene!... A lei, sì; è meglio a lei! Oh! se potessi con questo mezzo....—E agitata e commossa com'era, e sopr'a pensiero, andò a prostrarsi quasi macchinalmente al tabernacolo di una Vergine che era lì sulla via.
—E, Madonna santa!—esclamò—datemi scampo! datelo alla mia buona signora e anche al mio povero Vanni! Mi par pentito: sì, sì, mi par proprio mutato! E se Dio gli ha toccato il cuore, Madonna benedetta, compite voi questa grazia; perdonatelo, e consolate me e lui dopo tanto patire!
Alzatasi con questa speranza, aveva ripreso la via; e giunta al castello, era già entrata nella sala maggiore.
Le guardie che eran giù alla porta, per Maria non avevan dimande. In sala non v'era ancora nissuno. Quando di lì [pg!278] a poco vi comparve, e le passò dinanzi fra Buonaventura. Che vedendo questa donna, sola, e come in aria di attender qualcuno:
—Di chi cercate?—le disse.
Ed essa con una certa timidità:
—E' son di casa, e vorrei vedere madonna Lauretta.