Eccomi dunque convertito in sentinella con una pioggia continua a compagna e l'occupazione di ravvivare, per quanto si poteva, i fuochi accesi per allontanare gli incomodi visitatori. Il fucile restò inoperoso, e il silenzio fu solo turbato verso mezzanotte da grida che partivano da uno dei gruppi di capanne, e che sapemmo essere i pianti delle donne per un morto.

Martedì 11. Il cielo continua a favorirci le sue grazie. I pianti pel morto continuano, e ci avviciniamo per vedere la cerimonia.

Una trentina di megere schifose, con conterie e grossi anelli d'argento intrecciati ai capelli, coperte solo da logori cenci, e alcune con un bambino appeso al dorso con una pelle, continuano a ballare stranissime danze simili a rozze quadriglie, accompagnandosi con una monotona cantilena interrotta da acuti gridi. Girano continuamente in un ristrettissimo spazio diventato un vero pantano, nel quale di quando in quando si sdraiano per rimettersi poi accovacciate a riposare. Di tempo in tempo dalle capanne vicine arrivano disposte in fila altre megere saltellando, e prima di entrare nel circolo delle contraddanze, tutte devono stendersi al suolo. A circa dugento metri era il cimitero dove si scavò la fossa: una cinquantina di uomini in doppia fila stavano davanti a questa; dalla capanna partì il cadavere avvolto in panni bianchi, portato su una barella e accompagnato da alcuni parenti e amici; il figlio era fra questi e gridava e piangeva invocando il genitore, mentre i più fedeli fra i suoi compagni lo andavano incoraggiando scuotendolo con rozze maniere e quasi maltrattandolo. Quelli che stavano presso la tomba andarono ad incontrare a mezza strada il convoglio e subentrarono a portare il morto che, giunto innanzi alla fossa, vi fu deposto e coperto con terra e grosse pietre, mentre a pochi passi si faceva il sagrificio di un bue e nel tempo stesso si recitavano preghiere. Tutti si riunirono poi in gran circolo presso il camposanto, e

in onore del morto divorarono le carni della vittima, ancora fumanti di vita.

Tranne qualche breve sosta, l'acqua continuò tutta la giornata, per cui fummo obbligati di passarla tutta quanta inoperosi.

Mercoledì 12. Fino da buon mattino cominciamo a predicare che assolutamente in giornata vogliamo partire, e il naib vista la nostra risolutezza, si adopera molto per noi, e ci procura i buoi e somari necessarii. Ci voglion delle ore di noie prima di riuscire ad accordarsi con questa gente pel prezzo di trasporto, e quando si crede che tutto sia conchiuso, ecco che con un pretesto qualunque vi fanno tornare da capo, un po' per differire la partenza, che è nell'indole loro di rimettere sempre a più tardi quello che si deve fare, e un po' perchè sperano che stancando così il viaggiatore, questi abbia a cedere e finire col pagare qualcosa di più. Intanto grida, proteste, accordi, poi nuovi rifiuti, consigli fra di loro che si raccolgono in circolo sotto un albero, quindi nuove proposte, minacce, rottura completa di trattative, poi ripacificazione, cose tutte che fanno perdere delle intiere giornate, e farebbero scappare la pazienza al più santo dei santi.

Il caricare buoi non è inoltre la cosa più facile, non avendo questa gente i basti necessarii e non essendo questi animali troppo addestrati a simile lavoro; quindi mentre si va preparando la carovana vedi un gruppo di buoi che tranquillamente se ne stanno col loro carico sul dorso ad aspettare il nuovo destino, un altro invece che se ne va per tutt'altra direzione che la giusta, buoi che non vogliono sentirsi il peso sul dorso e fanno ogni possibile per liberarsene, altri che fuggono trascinando le casse, altri che le calpestano coi piedi o a colpi di corna quasi a maledire l'incommodo: una vera confusione che farebbe ridere, se non si pensasse al tempo che costa, e alle conseguenze che possono avere simili maltrattamenti sulle provvigioni in cui molto si confida.

E qui non credo inutile ripetere un consiglio a chi volesse intraprendere simile viaggio, di procurarsi cioè a Massaua tutte le mule necessarie alla carovana e rendersi così indipendente da questi mezzi di trasporto noiosi, dispendiosi e poco sicuri.