Come benissimo osserva Bruce nella descrizione del suo viaggio nell'Africa orientale intrapreso nel 1768, gli storici parlano sempre delle grandi ricchezze dei popoli, raramente curandosi di cercare la fonte di queste ricchezze, ed i viaggiatori trovano negli avanzi delle antiche civiltà a studiare templi e monumenti, ma non trovano mai traccia delle abitazioni e mancano quindi completamente i particolari sugli usi domestici. Questo mette una grande difficoltà allo studioso che vorrebbe, dai confronti fra le civiltà e dalle vie commerciali usate per gli scambii, dedurre la storia delle immigrazioni. Così, ad esempio troviamo, egli aggiunge, nella sacra scrittura, delle descrizioni favolose sull'oro e l'argento che si trovava in Palestina, mentre questo suolo non ne produce, e non si fa menzione alcuna da dove questi preziosi metalli provenissero.

Montesquieu parlando dei tesori di Semiramide immagina le ricchezze dell'Impero Assiro, frutto del saccheggio di altre nazioni vinte, e che gli Assiri a loro volta distrussero e saccheggiarono, e così via, senza però venire a concludere sul paese o sul popolo che primo produceva queste fenomenali ricchezze. Quello che manca nella storia e nelle iscrizioni bisogna dunque trarlo dalla tradizione, ed è per ciò che a questa molto ci affideremo nel nostro proposito.

Vuole una tradizione abissinese che uno dei figli di Noè, spaventato dal diluvio, attraversando l'Egitto, si sia rifugiato sul primo luogo montagnoso incontrato nella sua fuga, e vi si sia stabilito abitando co' suoi seguaci le caverne, ed i suoi pronipoti avrebbero costrutta la città di Axum poco prima della nascita di Abramo. Estendendo le loro colonie da questo centro, si spinsero poi fino ad Atbara ove si sa da Erodoto che coltivarono assai profondamente le scienze, e furono quindi detti Meroiti o abitanti di Meroe. Fu poi loro guida il Nilo per scendere a fondare Tebe, e si vorrebbe vedere la traccia del loro itinerario nelle grandi grotte abitate che si trovano lungo questo fiume sotto Meroe e sopra Tebe.

Mentre questi avanzavano così verso nord, i loro fratelli progredivano dal sud nelle montagne che si protendono parallelamente al golfo arabico: così divenivano proprietarii degli aromi che producevano quelle ricche terre e vi scoprivano miniere d'oro. In India, non si sa per qual motivo, oro e argento divennero i più cercati oggetti, e presero quindi grande sviluppo le comunicazioni fra questi due popoli avidi dello scambiarsi i proprii prodotti. Trascinato da questa corrente, Sesostri passa con una gran flotta dal golfo arabico all'oceano indiano e apre all'Egitto il commercio dell'India per mare: prima di Sesostri gli Egiziani costruivano le loro imbarcazioni con papiri rivestiti di pelle, ma in onore di questa gran conquista, Sesostri fece costruire un gran

naviglio in legno di cedro rivestito in lamina d'oro all'esterno e d'argento all'interno e lo consacrò a memoria del grande avvenimento nel tempio d'Iside.

Le ricchezze ammassate dagli abitanti del sud e il lusso sviluppatosi fra quelli del Nord, che coi loro studii di architettura, astronomia, matematiche, ecc., avevano originata una civiltà, fecero trovar necessario lo scambio, e per questo fare si usarono i pastori, che non avendo dimora stabile non trovarono difficoltà a menare la vita ramminga del commerciante. Con questo mezzo questi accrebbero le loro ricchezze, aumentarono i loro bestiami e i loro territori e si fecero potenti. Loro attributo era di prendere alle coste del Mar Rosso le mercanzie che venivano dalle Indie, e portarle a Tebe e fra i negri del sud-ovest d'Africa, dai quali ricevevano in cambio dell'oro. Tebe divenne assai florida e ricca. I pastori, per questioni religiose e commerciali furono a volte anche nemici dei Tebani, e diventati forti e potenti poterono vantar pretese contro questi, conquistarli, occuparne i troni ed istituire così la serie dei re pastori.

Secondo la cronaca d'Axum fra la creazione del mondo e Gesù Cristo passarono 5500 anni: l'Abissinia non fu popolata che 1808 anni prima di Cristo, e dopo 200 anni, cioè nel 1608 prima della nascita del Salvatore fu sommersa da un gran diluvio. Circa 1400 anni av. G. C. fu invasa da un gran numero di emigranti che provenivano dalla Palestina, parlavano lingue diverse, presero possesso delle terre e vi si stabilirono.

Di questo fatto Bruce darebbe la spiegazione seguente: quando Giosuè passò il Giordano e fece cadere le mura di Gerico, un gran panico dovette naturalmente prendere le popolazioni terrorizzate da questa armata invadente che tutto metteva a ferro e fuoco. Cercarono allora di salvarsi colla fuga, e trova naturale che si rifugiassero presso i pastori etiopi che già conoscevano pei commerci esistenti fra loro.