In uno speciale cortiletto, a fianco alla chiesa, sorge un piccolo edificio nel quale si pretende siano state deposte e conservate le tavole della legge: ora vi stanno positivamente due cannoni di bronzo presi agli Egiziani a Gura, e che il re in atto di devozione offrì alla chiesa quale ringraziamento della vittoria. Attorno alla chiesa è un gran recinto sacro, popolato da molte piante, nel quale non possono entrare donne; sparse vi sono
parecchie capanne che per tradizione si ritengono inviolabili, e quindi vi tengono deposti i loro tesori i grandi personaggi. Avanti la chiesa è una lunga gradinata, larga sessanta metri, che aggiunge imponenza a questo edificio che in mezzo a tante abitazioni e templi in paglia figura già come gigante. Sortendo dal primo recinto in direzione ovest si trova una massa di rovine, e fra queste ancora perfettamente riconoscibili le sedie dei giudici che la tradizione vuole sedessero a pubblico tribunale rappresentando le dieci tribù d'Israele. Sono basamenti in pietra che sopportano massicci sedili pure in granito, nei quali restano le tracce delle incisioni dove si assicuravano il dorsale e i bracciali che dovevano forse essere in metallo o ricoperti da ricche stoffe.
Altri avanzi si trovano in diversi altri punti della città: resti di grosse muraglie: grossi dadi in pietra, disposti in linea retta, che mostrano l'esistenza di un edificio di qualche importanza, e perfettamente all'estremo sud una gradinata di sei gradini, lunga una quindicina di metri. Resti parlanti della antica civiltà sono due lapidi, o meglio frammenti di lapidi, delle quali una in caratteri greci rimonta al 330 della nostra era e narra i fasti di un imperatore Aizana.
L'elevazione di Axum mi risulta di 2170 metri circa.
Un altro obelisco caduto e spezzato ci fu mostrato presso alcune abitazioni: è il più grande, parmi, e misurato a metà dell'altezza circa, mi diede metri 3.50 x 2.05: la lastra che doveva fargli piattaforma sul davanti è metri 6 x 17.20.
Passati un paio di giorni a visitare questi interessanti avanzi ed a cavarne qualche schizzo che ce ne possa ricordare le linee principali, riprendiamo la via del ritorno per Adua.
Abitazione reale in Axum
Proseguiamo per poco verso nord ove anche dopo le ultime capanne si continuano ad incontrare avanzi di obelischi più o meno rozzamente lavorati. Questo mi conferma nella mia opinione
che trattasi di una necropoli o di un santuario, essendo gli obelischi maggiori, che tutti portano presso a poco le stesse incisioni, dedicati ai singoli membri della dinastia regnante, od innalzati come fari del culto e della fede. Non potrebbe quella porta che sta scolpita ai piedi di molti degli obelischi, avere allusione all'ingresso nella nuova e forse miglior vita? Vediamo tanti monumenti moderni che vorrebbero esprimere lo stesso concetto! E quelle forature nella piattaforma, non potevano servire ad accendere fuochi per tener viva la memoria del trapassato, o a ricevere offerte che gli amici e i parenti deponevano in omaggio al defunto, e che i poveri raccoglievano? Sono usi che vediamo ancora oggi praticati in alcuni paesi. E non c'è a stupire se di una città, anzi di una civiltà, non restano che poche tracce di lavori dedicati alla fede e ai morti. La stessa cosa vediamo negli avanzi di quasi tutte le città romane, nei giganti dell'antico Egitto, nei colossali templi dell'India, dove quasi nessuna traccia ne resta che ci dia idea della vita privata di quelle popolazioni che vivevano forse sotto meschine capanne o entro grotte, ma lasciarono quei ricordi davanti ai quali noi ci sentiamo pigmei, quegli edificii che per culto alla fede o per rispetto ai trapassati furono arditamente innalzati colla vita di migliaia di schiavi e colle ricchezze di intiere provincie.