Per carattere l'Abissinese querela facilmente, ma, quantunque sempre armato, difficilmente viene al punto di far uso serio delle sue armi. Quando uno s'intesta a sostenere un argomento, o lancia un'offesa ad un compagno, la parte avversaria non ricorre a mezzi troppo energici in sua difesa, ma fa un nodo sullo scemma e battendovi un pugno esclama: scommetto tanto che non puoi provarmi la verità di quanto sostieni, Yohannes imut: per la morte di Giovanni. Se l'altro disfa il nodo, è segno di ritrattazione, se lo lascia è accettata la scommessa, e il patto è sacro.
Sempre perseguitati dal governatore che un giorno esprime stupore, vedendo delle forchette e dei cucchiai coi quali noi stiamo facendo colazione: le sue domande, le sue osservazioni
sono fatte con tale insistenza e con tanta fanciullaggine che davvero mette pietà, pensare che un individuo simile possa avere un'autorità in paese. Sempre già finisce col domandare qualche cosa, finchè un bel giorno manda un suo servo a farci la confessione che dopo i lunghi digiuni quaresimali s'era permesso un po' troppo di baldoria e le sue funzioni naturali s'erano un po' alterate nel loro regolare corso. Gli mandammo buona dose di pillole rinomate pei pronti effetti, ma dopo solo mezz'ora mandò ancora un servo a dire che stava in aspettativa, ma non si era ancora dichiarata nessuna azione.
Il Nebrid di Axum è venuto in Adua per le feste di Pasqua e gli andiamo a fare una visita. Ci accoglie colla sua solita cordialità e lo facciamo felice, regalandogli qualche oleografia di soggetti sacri, che colle lagrime agli occhi dalla consolazione, baciò e ribaciò, mentre ripetutamente andava ringraziandoci. Voi siete buoni cristiani, ci disse, e il vostro popolo è grande e potente, ma la via di Gerusalemme a noi è chiusa dai Turchi. Anche noi siamo cristiani, e perchè dunque non pensate a difenderci e aprirci quella via sacra? Ci fece servire il tecc, poi volle assolutamente che accettassimo un piccolo banchetto e un bue fu sgozzato in nostro onore fuori dalla capanna. Ci risparmiò la carne cruda, sapendo che non è la cosa più gradita da noi, ma ci fece servire grossi pezzi di bue, nei quali si fanno delle incisioni trasversali piuttosto profonde, poi si abbrustoliscono sulle bragie. Il sapore è molto gustoso e il solo inconveniente è la cenere e qualche pezzetto di carbone che di quando in quando capitano come intingolo.
Noi stavamo seduti in circolo attorno un paniere con pane e berberia, e i servi allungando le braccia sopra le nostre teste tenevano sospesi al centro questi roast-beef di nuovo genere, dai quali ognuno andava staccando le proprie porzioni con un coltello. Altri servi intanto preparavano dei piccoli pezzi che ci venivano
ad offrire con delle mani che Dio sa da quando non videro acqua e cosa toccarono nel frattempo, e Naretti ci assicura che il rifiutare è una vera offesa.
La sera intanto s'era avvicinata e il tucul non brillava per troppa luce, che chi ne spandeva di molto fioca era uno stoppino infitto in una pallottola di grasso conservata in un avanzo di vaso. In complesso la scena era alquanto originale; e più che un banchetto da sacerdote lo avrei detto un festino da falsi monetarii.
Abbiamo frequenti emozioni di notizie, che fu visto a poca distanza il nostro corriere, che gente venuta dal campo reale ve lo vide e le disse sarebbe partito qualche giorno dopo, che il re venga a svernare in Adua e che pensi di riceverci qui; tutta una massa di fiabe che al momento ci danno qualche speranza, ma poi ci lasciano subito ricadere nell'avvilimento.
L'Abissinia poi è il paese delle fiabe, e dove non si può mai sapere nulla di vero. Credo assolutamente che la verità vi sia ignota o proibita. Qualunque cosa domandate al primo che vi capita fra piedi, mai questi vi risponderà: non so o dubito, ma sempre con tutta fermezza, e quello che non sa, inventa.
La mancanza di interesse a quanto si passa nella vita e l'ignoranza di qualunque strumento od osservazione che possa dar idea di misura e di tempo, fanno poi che i giudizii sono differentissimi e impossibile vi riesce avere informazioni, non precise, ma tali almeno da raccapezzarne qualche cosa. Domandate, per esempio, la distanza di un villaggio dove volete andare; chi ve la dirà di poche ore, chi di parecchie giornate, e tutta gente che ha percorso quel cammino o che abita quei dintorni. Ne abbiamo fatta esperienza nel nostro viaggio, che non una sola volta ci è riuscito di farci un giusto criterio di quello che si doveva fare l'indomani, o della durata di un dato tragitto.