— Ora vado a dirlo a tuo padre!
Ma ebbe paura di gridare, di farsi conoscere, e andò oltre.
Quando distinse la massa nera del mandorlo affacciata sullo stradale, al di là della casa di zia Bachisia, il cuore gli si agitò un po' convulso, sembrandogli di scorgere una gran testa nera dai capelli selvaggi, intenta ad attenderlo ed a spiarlo in lontananza.
Egli era deciso di andar oltre, di attraversare lo spiazzo, penetrare nella casa dei Dejas, veder Giovanna: tutto ciò gli sembrava facile, ed egli si sentiva preparato a tutto, eppure aveva paura. Più che paura terrore. Udì una voce flebile di ragazza dire lentamente: — Per quanto tu dica non è vero...
Guardò attorno e non vide nessuno; andò oltre, ma ad ogni passo la sua ansia aumentava. Attraversando lo spiazzo guardò la casetta di zia Bachisia, poi la casa bianca, poi la casupola di Mattea. Il finestruolo di quest'ultima abitazione era illuminato: tutto il resto buio. Pensò ancora una volta che Mattea potesse averlo ingannato, o che zia Bachisia fosse presso Giovanna, o che costei dormisse già o non aprisse; ma senza esitare penetrò sotto il portico. E subito distinse la figura di Giovanna seduta sul gradino della porta.
Anch'essa riconobbe subito Costantino e balzò in piedi, rigida di terrore; ma la voce cauta e commossa di lui la rassicurò.
— Non aver paura. Sei sola?
— Sì.
Un secondo dopo si trovarono abbracciati.
FINE.