— Eh via! — disse Giovanna. — Non si dicono queste cose ai bambini.
— Ma io le dico anche ai grandi. Perchè zia Malthina mangia anche i grandi. Badate che non vi mangi, Giovanna Era, tanto più che sembrate una mela cotogna matura; ah! no, la mela cotogna è gialla, no, sembrate una, via una...
— Un fico d'India! — diss'ella, ridendo.
— E zia Bachisia? È da molto tempo che non avete notizie di Costantino?
Giovanna divenne seria, e disse con aria di mistero che non da molto aveva ricevuto notizie del condannato.
— Ah, — proseguì l'altro, senza insistere su queste notizie, — sapete dirmi se Isidoro Pane è in paese? Devo parlargli.
— È in paese, — diss'ella, rimettendosi a cucire seria seria.
Egli andò via pensieroso, scese per lo stradale e s'avviò alla casa, se così vogliamo chiamarla, di Isidoro Pane, il quale abitava dall'altra parte del villaggio.
Isidoro che, bisogna dirlo in suo onore, pescava anche trote e anguille quando gli si presentava l'occasione, accomodava una rete seduto nella lunga ombra projettata dalla sua casa. Questa casa, un po' discosta dalle altre, verso i campi, era una costruzione preistorica fatta di piccoli frammenti di schisto (forse dal tempo nel quale gli uomini, non sapendo neppure ancor tagliar le pietre, fabbricavano con quelle già tagliate naturalmente), e coperta di canne e di tegole su cui cresceva una vegetazione rugginosa.
Il sole calava, dopo un meriggio ardente; non muovevasi una foglia degli alberi polverosi immobili sul villaggio arso e deserto; l'altipiano giallo, solcato da rade ombre oblique, assopivasi nella luminosità sanguigna del tramonto, e le strane montagne, quasi pavonazze, come enormi sfingi rosse coperte di veli violacei, sorgevano su un cielo di rosa ardente. Nel gran silenzio udivasi un merlo fischiare in lontananza. Piante incolte di fichi dalle foglie dure quasi nere, una siepe di robinia selvatica, alla quale s'intrecciavano alte ortiche pelose e juscujami dalle foglie biancastre, circondavano la casa del pescatore; dalla porta, ove egli stava seduto, scorgevasi uno sfondo di orizzonte lontano, solitario e vaporoso come il mare. Un forte odore di stoppia e di asfodelo secco invadeva l'aria: sterpi, paglia, foglie secche coprivano il suolo, talchè Giacobbe potè avvicinarsi silenziosamente, senza che Isidoro sollevasse la testa dal suo lavoro.