Balla chi li trapasset sa busacca, brasciai... (che una palla gli trapassi la saccoccia, volpe...).

— Che ha? Con chi l'ha?

— Ebbene, niente. Sì, ho visto il prete, mi ha sgridato come un bimbo. Che bimbo grasso! Un porcellino, un porcellino addirittura. Ma il lardo è giallo, rancido. Sai, ho letto che in Russia è pregiato il lardo rancido.

— Che le ha detto, mi dica...

— Cosa mi ha detto? Mi ha detto... chi se ne ricorda più! Ah, sì, mi ha detto che quella cosa è una mia fantasia. Sì, io ho la fantasia ricca... Sì, caro amico, perdonami; tua moglie non ti tradirà mai, come è vero che siamo qui.

Costantino lo fissava avidamente. No, quell'uomo non lo burlava, no, non lo burlava affatto. Diceva la verità.

— Ah, lo ha sgridato dunque! Oh, bella!

— Questo muro, — disse il re di picche, scostandosi e guardandosi le mani rossastre solcate di pieghe per la compressione della schiena, — vedi, mio caro, questo muro sembra di cioccolato. È umido e caldo. Fosse almeno! Avremo due vantaggi: rosicchiarlo e scappare. Ah, hai tu mangiato mai cioccolato?

— E come no? Sì, piaceva assai a Giovanna. Ma è caro, tanto caro. Ebbene?...

— Ebbene? — gridò l'altro. — Tu mi fai arrabbiare. Sì, ti aspetterà per altri ventitre anni, non dubitare!...