C. Signore,
«Dall'espresso ho ricevuto il suo biglietto al quale rispondo con piacere, e gli dico che dopo quattro ore che mi fu consegnato i due oggetti, io non mancai di consegnarli a quattro oggetti simili a que' due che non si poteva trovare di meglio e sono sicuro che ora, nel momento che scrivo, sarà fatta l'ultima consegna con il meglio esito che si possa desiderare, e con il piacere di presto poterlo vedere per fargli i più distinti ossequi ancora per parte degli amici. Potrà venire al Bagno con il suo parente che mi farà un regalo. In fretta mi creda
«Suo devotiss. servitore
«G.o Martini.»
Appena ricevuta questa lettera, e ormai quasi sicuro del fatto suo, partiva subito il Guelfi per Pisa, quantunque ne fosse dovuto fuggire con la famiglia pochi mesi avanti, e col pericolo di essere ivi arrestato andava a sviare colla sua presenza l'attenzione dalla sua casa di Scarlino, presa di mira come il proprietario, e andava anche a preparare una difesa per sè e per gli altri, nel caso non improbabile di un futuro processo. — E il processo fu iniziato subito dal Vicario di Massa, ma quantunque più volte ripreso, andò sempre a vuoto per mancanza di prove e di fatti, e soprattutto per la presenza accertata di Angiolo Guelfi a Pisa nei giorni in cui si voleva imputargli di avere dato ricovero a Garibaldi nel piano di Scarlino[15].
V
Dalla Casa Guelfi a Cala Martina
a casa Guelfi, detta anche «La Pecora» dal nome del prossimo fiume, è un fabbricato a tre piani, di forma quadrata, di mediocre proporzione, situato lungo la Via Emilia fra Follonica e Scarlino. Costruita ad altro scopo, servì di poi ad uso agricolo, e nel tempo in cui vi si fermò il Generale non aveva altre case all'intorno, eccetto un capannone che serviva ad uso di stalla e fienile. Posta nella bassa pianura di Scarlino, vicina al padule, era nei mesi d'estate un luogo non frequentato, quantunque così prossimo alla via maestra. Entrò il Generale preceduto da Giulio Lapini ed Olivo Pina, e fu condotto nel salotto del piano di mezzo, ove gli fu preparato un caffè che accettò volentieri. Giunsero subito dopo in baroccino Pietro Gaggioli e Paolo Azzarrini per prendere gli ultimi accordi circa all'imbarco, onde avanti di procedere oltre è necessario spiegare quanto fu fatto su tal proposito da Pietro Gaggioli che col provvedere l'imbarco ha avuta una parte così interessante nel salvamento di Garibaldi.