[14] Vedi opuscolo Ricciardi.
[15] Le particolarità del soggiorno di Garibaldi a San Dalmazio, quelle della sua partenza e del cammino fatto fino al Molino di Bruciano, non che la copia degli importanti documenti finora inediti che sono riportati in questa parte di racconto, tutto questo mi è stato fornito dal prelodato signor Cammillo Serafini. Mi sono poi venute in aiuto le informazioni del signor Odoardo Pellini per il viaggio notturno degli esuli fino a Massa, e per tutto ciò, ma più specialmente per la parte presa nel salvamento dai patriotti di Massa Marittima, mi ha guidato il già citato opuscolo del dottor Ricciardo Ricciardi, il quale, coscenzioso sempre, è in questa parte esattissimo per aver potuto raccogliere le più minute informazioni dalla bocca degli ora defunti Giulio e Riccardo Lapini. Le particolarità del viaggio di Angiolo Guelfi nella Maremma mi sono state date specialmente da Olivo Pina.
[16] Per le ragioni altra volta esposte del riscontro storico delle date riassumo l'itinerario di Pietro Gaggioli detto Giccamo, il quale ebbe parte così importante nel trovare la barca che condusse in salvo i due esuli:
29 agosto. Parlò a ore 10 ant., con Angiolo Guelfi per la via di Follonica a Massa, e nelle ore di sera dello stesso giorno partì per Piombino.
30 agosto. Nelle prime ore del mattino partì in contrabbando per l'Elba sulla barca di Pietro del Santo detto Bacco, e sbarcato alla Punta al Cavo, andò a piedi a Portolongone a trovare l'amico suo Azzarrini, col quale combinò il trasporto degli esuli.
31 agosto. Partì dall'Elba sulla barca dell'Azzarrini, e la notte del 31 tornò di contrabbando a Follonica.
1 settembre. Nella mattina andò a Massa a dare notizia ai Lapini dell'arrivo della barca; nella notte dal 1º al 2 andò alla Pecora coll'Azzarrini per prendere gli ultimi accordi.
2 settembre. Tornò a Follonica coll'Azzarrini nelle prime ore del giorno. All'ora fissata, per la via del Puntone tornò a Meleta, ove incontrò Garibaldi e gli Scarlinesi, e con essi arrivò fino a Cala Martina.
[17] Tutte quante le notizie che riguardano il viaggio di Giccamo mi sono state fornite dal di lui figlio, ed amico mio Giovanni Gaggioli. I diversi episodi avvenuti alla Pecora, e nella traversata del piano di Scarlino, e l'itinerario seguito, mi sono stati concordemente narrati dai quattro Scarlinesi Olivo Pina, Giuseppe Ornani, Leopoldo Carmagnini e Oreste Fontani, come resulta altresì dall'Atto Pubblico di Notorietà da essi sottoscritto nel dì 19 agosto 1883, rogato a Scarlino dal Notaro Biageschi, e registrato a Massa Marittima. Detto Atto, che ha per scopo precipuo la identificazione e descrizione dello stile americano donato da Garibaldi ad Angiolo Guelfi, riassume altresì i principali fatti del salvamento dal Morbo fino al mare.
[18] La carta militare italiana, ed anche la pianta topografica della tenuta demaniale di Follonica, danno nomi diversi da noi alle località nelle quali avvenne un fatto storico che andiamo svolgendo. In ambedue viene indicato col nome di Cala Martina il seno di mare che sta al sud di Punta Martina dalla parte di Castiglione della Pescaia, e vi si chiama Poggio degli Olivastrelli quello che noi chiamiamo Poggio Sentinella, mentre non si dà nome alcuno al seno di mare da noi conosciuto per Cala Martina. Saputa questa differenza di nomi, ci siamo dati pensiero di interrogare i più vecchi pratici dei luoghi, e così abbiamo potuto accertare che da essi si chiama Cala Martina il luogo ove avvenne l'imbarco, limitato dalla parte di Castiglione della Pescaia da Punta Martina, e dalla parte di Follonica dal Poggio Sentinella, o Poggio degli Olivastrelli che dire si voglia. In ogni caso è indiscutibile che l'imbarco del Generale nel 1849 avvenne nella piccola cala che noi descriviamo, e questo ci risulta per reiterate visite fatte sul luogo insieme agli Scarlinesi che servirono di scorta ai profughi, e così ci venne indicato anche il punto preciso della costa da dove mosse il Garibaldi per incontrare la barca.