S. M. mandò un corriere a Costantinopoli per sapere se i principi cristiani facevano guerra, e per questa occasione ci trattenne 11 settimane, sin tanto che il corriere ritornasse da Costantinopoli, e quando cercavo l'espedizione mi rispondevano che mi riposassi che quanto prima ci spedirebbe.
Il 16 novembre il serenissimo re mi mandò le vesti, quali è solito dare agli ambasciatori, ed il giorno seguente fui chiamato di nuovo all'udienza ove mi diede l'espedizione, cioè lettere per il serenissimo re di Polonia e per la serenissima Repubblica di Venezia, di sua propria mano, salutandoli e pregandoli felicissimi successi, promettendo di soddisfare alla amicizia.
Di là ad alcuni giorni partii d'Ispahan e per il nostro ritorno accompagnato da 25 soldati persiani, e provvisti di cavalli e d'ogni cosa necessaria pel viaggio, ritornassimo per la istessa strada che eravamo venuti.
Li 20 gennaio giunsimo in Sciamachia città principale della provincia di Schirvan, come ho detto di sopra, furono mandati dallo stesso Khan molti persiani per incontrarci e condurci al nostro alloggio ove fossimo benissimo trattati da esso, ed ivi ci fermassimo sino alli 29 di aprile.
Più volte ci invitò il Khan nel suo palazzo e particolarmente una volta, che fu il giorno di S. Tomaso d'Aquino, li 7 di marzo: molte cose allora ci riferì particolarmente dell'armata veneta che faceva grandissimi progressi contro l'armata turchesca, delle galere che erano state fracassate dalla armata veneziana di Smirne e di Scio e minutissimamente di ogni cosa. Di più disseci che di Babilonia erano fuggiti 200 turchi spahi in Persia, e promettevano al serenissimo re di Persia, che se volesse inviare solo 12 mille uomini la città si sarebbe resa, perchè era sprovveduta di presidio, e la miglior soldatesca era stata levata dal Gran Signore, e li più peggiori gente inesperta era restata. Di più disse che il serenissimo re aveva ordinato che il Khan Solimano qual sta non molto lontano di Babilonia, stesse apparecchiato, e lo stesso a quello di Erivan, di Tauris, di Sciamachia ed altri che stassero lesti. Disse di più che il gran Signore scrisse al serenissimo re di Persia, per genti, ma la S. M. non si contentò. Ogni di ci mandava a riferire minutissimamente quanto faceva la serenissima Repubblica.
Di più il Khan ci disse che S. M. mandava un esercito verso il regno di Conducar per ricuperarlo unito insieme col gran Khan di Tartaria Olbeco qual fu scacciato dal suo paese dal re Gran Mogol, ma con l'aiuto del re di Persia lo ricuperò cacciando di nuovo gl'Indiani, ed in quel tempo morì il re di Mogol ed il regno si divise in quattro figliuoli; ed il minor nato è il più vivace, più bellicoso degli altri fratelli e più amato e riverito, non si contentò della parte lasciatagli dal re Mogol suo padre, levò l'armi contro il suo fratello maggiore, come ancor fece contro il suo padre vivendo; il che vedendo il re di Persia si risolse tentar di ricuperare quel regno insieme unito con il gran Khan Olbeco, vedendo gli figliuoli del Gran Mogol disuniti, molti anni sono che cercava questa occasione tanto più vedendo che il gran Signore aveva che fare colla serenissima Repubblica, perchè quando lui voleva andare sopra il detto regno il gran Turco gli dava addosso, e quando voleva ricuperar Babilonia il gran Mogol gli dava ancor lui addosso, e così non potea nè l'uno nè l'altro ricuperare. Ma avendo l'occasione tanto per la morte del gran Mogol, quanto per la guerra che aveva il gran Turco contro la serenissima Repubblica, si deliberò di tentar la fortuna, ma credo come dicevano i Persiani che quella guerra finirebbe presto, e tutti e particolarmente li grandi dicevano che col ritorno dell'esercito da quella parte dell'India andrebbe per ricuperare i luoghi occupati dal gran Turco.
Li 29 aprile partissimo per la marina e vi giunsimo li 5 di maggio; ci trattenessimo dalli 5 di maggio alli 12 giugno, allora ci imbarcassimo, li 25 facessimo vela verso Astracan, ma volendo così la Divina Maestà fossimo costretti a ritornar al luogo dove eravamo partiti per li venti contrarii e poco mancò che non s'affogasse la barca. Li 28 per grazia di Dio facessimo di nuovo vela e giunsimo li 6 di luglio all'acqua dolce, ed in detta acqua navigassimo 5 dì. Io mandai il mio interprete con un nobile polacco in Astracan, al palatino di detta città, e lui ci mandò 2 barche piccole perchè la barca grande non poteva andare per esservi poca acqua.
La domenica mattina 29 ci vennero incontro molti nobili moscoviti e soldatesca che quivi si ritrovava in Astracan; li 29 partissimo di detta città provvisti di ogni cosa necessaria al viaggio come barca e soldati per la Volga, 60 leghe da Astracan. Li 15 agosto giunsimo in Saricina città sopra la Volga, 70 leghe da Astracan. L'istesso giorno partissimo per Saraton, 20 leghe da Saricina, ivi giunsimo li 29, e li 13 di settembre giunsimo in Samaria dove siamo stati molto ben trattati dal Palatino di quella città. Di Samaria a Simbir, a Tetiuschi, li 4 di ottobre a Cazan e li 6 partissimo e giunsimo li 14 di ottobre a Cosma e Damiano e Vailgoroda li 19. Li 25 giunsimo a Nisni Novogorod che fu domenica, li 3 di novembre giunsimo in Murom e li 8 a Vladimiria e li 19 giunsimo a Mosca residenza e sedia del granduca di Moscovia, ove fui ricevuto con grandissimo onore ed affetto, visitandomi li due cancellieri da parte del granduca offerendomi quello m'era necessario.
Li 5 di dicembre partissimo di detta città e giunsimo in Smolensco città del serenissimo re di Polonia, ove mi fermai tre settimane per li pericoli delli Cosacchi. Li 8 di gennaio partissimo per Cracovia ove giunsimo li 8 di febbraio, e li 13 ebbi udienza da S. M. il re di Polonia e resi le lettere del serenissimo re di Persia.
La strada più breve per andar in Persia di qua è per la via di Aleppo, ovvero pel mar Nero imbarcandosi a Caffa per la Mingrelia, non trovandosi comodità per imbarcarsi in Caffa per Mingrelia si troverà per Trebisonda. Di Mingrelia nel stato del re di Persia in tre settimane si può entrare per la Moscovia. Bisogna aspettare il tempo opportuno perchè il fiume nella primavera è troppo grande, d'inverno è congelato, e gravi sono i pericoli dei tartari, mongoli, e dei calmuchi, inimici comuni delli moscoviti: all'andar sarebbe facile ma al ritornar difficile. Questo è quanto per la brevità del tempo posso narrare a Vostra Serenità circa il mio viaggio.