E sopra il motivo della raccomandazione per li popoli cattolici, della credenza di Gesù che si attrovano nel nostro dominio, acciò godino tutte le immunità e privilegi, abbiamo comandato che per tutte le città, castelli, terre e villaggi dove vi sono abitazioni sieno rispettati ed onorati, comminando che non li sia inferita molestia alcuna: anzi per maggiormente far palese la stima che facciamo delle raccomandazioni di Vostra Serenità, abbiamo comandato che attrovandosi in qual si sia castello e villaggio alcuno dei sopradetti, molti o pochi dei sudditi cattolici in molto o poco numero, a causa di loro restino anco immuni tutti gli altri di qualsivoglia condizione o setta, e ciò per esservi colà abitanti cattolici; e questo perchè si veda la nostra intenzione che è sempre per incontrare nelle soddisfazioni di un principe così a noi amico, al quale professiamo osservanza non ordinaria. Ma nonostante le immunità ed esenzioni da noi concesse ai popoli non solo cattolici, ma anco agli altri abitanti in quelle terre e castelli, hanno essi voluto colla direzione del suddetto vescovo Matteo contribuire un semplice segno di ricognizione al mio erario come dominante, e questo per goder perpetuamente le concessioni da noi fatteli, dove per consolarli abbiamo così confermato. Onde con questo decreto restano immuni da qualsivoglia altra contribuzione, cui per l'avanti soccombevano, non solo all'erario regio, ma anco alli rappresentanti che colà si attrovano e che per l'avvenire vi saranno; quali dovranno in tutta puntualità adempire ed eseguire i nostri comandi nel ben governarli, proteggerli e difenderli da qualsivoglia molestia, i quali popoli potranno a loro piacere e con sicurezza attendere ai loro negozi. Abbiamo avuto notizia come la guerra che vertiva sopra l'isola di Candia con l'Ottomano resti ora cessata, ed il tutto aggiustato con la pace stabilita e convertita in buona amicizia, ed attrovarsi al presente la predetta isola di Candia in potere del medesimo Ottomano e restate sopite tutte le differenze. Nonostante però se nell'animo della Serenità Vostra insorgesse altro di nuovo sopra ciò, la preghiamo che senza alcun rispetto o riguardo si compiaccia darci avviso e manifestarci l'animo suo, assicurandola di una prontezza nell'abbracciare e poner in esecuzione quanto ci dirà e quanto desidera.
Nel resto le preghiamo dal Signor Dio tutte le felicità, prosperità e grandezze maggiori.
Sigillo del re di Persia Suleiman.
Pietro Fortis
Dragomanno pubblico.
Esp. Princ. Filza 40.
DOCUMENTO LVIII.
1673. Luglio.
Relazione presentata al senato dal dragomanno Fortis intorno al colloquio da esso tenuto coi padri domenicani venuti dalla Persia.